Amatrice, quattro anni fa il devastante sisma del Centro Italia
Un dolore che non è stato ancora superato. Sono passati quattro lunghi anni da quel terribile 24 agosto 2016, quando alle 3:36 il Centro Italia sprofonda in un baratro. Amatrice, diventa il simbolo che cerca a fatica, di andare avanti.

Generazioni distrutte, lutti, dolore che si intrecciano con le macerie, che testimoniano la devastazione della quale è capace il terremoto.

Una ferita che non si è ancora rimarginata, un dolore devastante, ricordi indimenticabili.
Ora, piano piano, timidi segni di ricostruzione, piccoli segnali di speranza per chi ha perso tutto, non ha più niente. Tutto questo guardando al futuro con nuovi occhi.

E così tornano in mente le parole di Monsignor Domenico Pompili nella sua Omelia 4 anni fa: “La ricostruzione di questa terra, non sarà una ‘querelle politica’ o una forma di sciacallaggio di varia natura, ma quel che deve: far rivivere una bellezza di cui siamo custodi”.
È facile, molto facile, promettere nell’immediato, ma difficile e doveroso è mantenere la parola data durante la passerella.
In interminabili secondi tutto è stato polverizzato, eppure il coraggio e la resistenza accompagnano queste zone.
Si guarda avanti, si ricostruisce per rinascere, conservando e rispettando la memoria. Come disse il Vescovo Pompili nell’omelia: ” A uccidere non è solo il terremoto, ma sono anche le opere, le responsabilità e le negligenze umane”.