“Alla speranza”, di John Keats

InfiniteRealtà.it propone ai suoi lettori una poesia di John Keats, il poeta romantico inglese.

John Keats
John Keats

Nato a Moorgate, Londra, il 31 ottobre 1795 da Thomas Keats e da sua moglie, Frances Jennings. John Keats, muore a Roma il 23 febbraio 1821.

Il suo corpo riposa nel cimitero Acattolico della città . La sua ultima richiesta era di essere posta sotto una lapide senza nome o data, solo le parole: “Qui giace Colui il cui Nome fu scritto nell’Acqua”. Severn e Brown hanno eretto la pietra, che sotto il rilievo di una lira con corde spezzate”.

Insieme a Lord Byron e Shelley rappresenta una delle figure principali della seconda generazione di poeti romantici.

Nonostante le sue opere sono state rese note quattro anni dopo la sua morte all’età di 25 anni per tubercolosi, ancora oggi è amato e letto.

John Keats, Alla speranza

Quando solo siedo al mio focolare,
E odiosi pensieri mi vestono di tristezza,
Quand’anche i sogni vengon a meno all’occhio della mente,
E non ci son fiori per la nuda brughiera della vita,
Tu, dolce Speranza, profumami di magia:
Sì, portami via sulle tue ali d’argento.

E se di genitori crudeli o d’amante spietata
Dovesse mai squarciarmi il petto un amore infelice,
Non lasciare che io possa credere sprecata
La mia poesia, singhiozzata nell’aria notturna.
Tu, dolce Speranza, profumami di magia:
Sì, portami via sulle tue ali d’argento.

E quando guardo la teoria degli anni futuri,
Fa ch’io non veda l’onore del mio paese svanire:
Conservi l’anima la nostra terra, e la libertà,
L’orgoglio: non voglio, Speranza, fantasmi.
Dai tuoi occhi di luce riversa insolita radianza
E poi coprimi, con le tue ali d’argento.

Stupenda Libertà, grandezza in veste dimessa!
Ch’io non scorga mai quest’alta eredità
Dalla vile porpora della legge oppressa,
La testa chinata, pronta a morire:
Affacciata dal cielo, splendente,
Te, Speranza, con ali d’argento, voglio vedere apparire.

Come quando con regalità lucente una stella
Indora la cima chiara d’una nuvola scura
Accendendo il mezzo volto velato del cielo,
Così, se pensieri di tenebra il mio spirito presago
Avvolgono in un sudario, tu, dolce Speranza,
Con ali d’argento sul mio capo, spargimi d’azzurro.

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