Addio Sergio Marchionne, il manager abbruzzese che ha cambiato il destino della Fiat

Se ne è andato a 66 anni, ieri 25 luglio, nell’ospedale di Zurigo, Sergio Marchionne. Da ogni parte del mondo il cordoglio per il manager che ha salvato la Fiat.
Quattordici anni di guida in un’azienda diventata il sesto gruppo automobilistico, anche grazie alla fusione con Chrysler.

Il manager abbruzzese laureato in filosofia e giurisprudenza, con una mente aperta che sapeva andare oltre, che aveva particolare attenzione per gli operai. Il manager dal look casual, con quei maglioni scuri, che non si risparmiava sul lavoro, che non ostentava il lusso, come i mediocri. Amava viaggiare, ma purtroppo fumava tantissimo, troppo, tanto da arrivare probabilmente a questa fine.

Classe 1952, nato a Chieti, naturalizzato canadese e figlio di un maresciallo dei Carabinieri, che a 14 anni lo porta in Canada. In quegli anni Sergio lavora duramente come commercialista, diventa dirigente in alcune aziende, fino a quando viene chiamato a far parte del Consiglio d’Amministrazione del Lingotto, del quale diventa amministratore delegato. Lui che diceva che “In  una grande azienda chi comanda  è solo”,  ha cambiato il destino della Fiat, lascia a Mike Maey in eredità la Fca, la società nata dalla fusione tra Fiat e Chrysler.

Il manager filosofo se ne è andato, l’uomo che ha seguito tante strade, che diceva agli operai: “Non dimenticate mai i vostri sogni“.

Foto tratta dal web

 

Non copiare il testo!