6 marzo, transito della beata Rosa da Viterbo

Rosa nasce a Viterbo il 9 luglio del 1233 e muore il 6 marzo del 1251.

Fin da giovane  mostra l’intenzione di entrare nell’ordine della Clarisse, che  rifiutano  la sua richiesta, ritenendola  di salute cagionevole.

A seguito di una prodigiosa guarigione, Rosa entra nel terz’ordine francescano.

La sua vita si svolge seguendo la spiritualità di San Francesco, impegnandosi, in modo particolare, nell’ opera di riconciliazione tra persone e famiglie.

Rosa ha un carattere forte, difende coraggiosamente il Papa nella lotta tra guelfi e ghibellini.

Il podestà di Viterbo la esilia insieme alla sua famiglia, ma nonostante tutto la ragazza continua nel suo apostolato.  Alla morte dell’imperatore Federico II, nemico del Papa, ritorna a Viterbo, dove muore il 6 marzo del 1251.

Santa Rosa Viterbo, ph laura ciulli
Santa Rosa, statua di Francesco Messina

Nonostante sia da molti considerata una santa, Rosa non  è mai stata canonizzata. Il suo processo di canonizzazione inizia nel 1252, si interrompe e poi riprende nel 1457, sotto Papa Callisto III, ma senza nulla di fatto.

A discapito della mancata canonizzazione ufficiale, la beata Rosa da Viterbo, Santa a ‘furor di popolo’, ha sempre avuto un culto vivido e seguito tra il popolo. Anche i Papi hanno sostato in preghiera davanti al corpo incorrotto della giovane viterbese, ‘bel fiore italico di Viterbo vanto’: Giovanni Paolo II, in visita nel maggio 1984, e Papa Benedetto XVI, il 6 settembre 2009.

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