Commissario Luigi Calabresi, il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il 50esimo anniversario dell’assassinio

Il 17 maggio 1972 il commissario di polizia Luigi Calabresi veniva vilmente ucciso con un metodo definito gappista, ossia sparando alle spalle ad un uomo disarmato, dai terroristi di Lotta continua.

Commissario Luigi Calabresi

InfiniteRealtà.it nel ricordare la figura del commissario Calabresi, pubblica il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del cinquantesimo anniversario dell’assassinio del Servitore dello Stato.

 

Sergio Mattarella presidente Repubblica
Sergio Mattarella, presidente della Repubblica

 

«Sono trascorsi cinquant’anni dal criminale agguato terroristico che stroncò la vita del Commissario Luigi Calabresi, servitore dello Stato democratico fino al sacrificio.

La Repubblica non dimentica i suoi caduti. La memoria è parte delle nostre radici ed è ragione e forza per le sfide dell’oggi.

In figure come il Commissario Calabresi sono testimoniati valori che consentono all’intera comunità di progredire, di trovare l’unità necessaria nei momenti più difficili, di sentirsi responsabile verso le nuove generazioni.

In questo giorno si rinnova la solidarietà e la vicinanza del popolo italiano alla moglie e ai figli, costretti a pagare il prezzo più alto alla barbarie di un tempo drammatico, in cui il furore ideologico giunse all’estremo della ferocia e del disprezzo di ciò che è più umano.

Il coraggio, la compostezza della moglie Gemma Calabresi Milite, dei tanti familiari delle vittime dei terrorismi, sono diventati negli anni pietre miliari di una ricomposizione della comunità attorno ai principi del rispetto, di una ricostruzione paziente del tessuto civile lacerato dalle morti di tanti uomini e donne dello Stato, di dirigenti, lavoratori e dall’odio che le bande del terrore seminavano con le loro azioni e le loro parole.

La difesa di quelle libere istituzioni che i nostri padri ci avevano consegnato è avvenuta senza rinunciare in alcun modo ai diritti fissati nella Costituzione, nostra carta di identità nazionale. Un insegnamento che non va dimenticato, prezioso per i giovani, per aiutarli a costruire il futuro di cui saranno artefici e protagonisti».

Foto tratte dal web

 

 

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