Don Dante Bernini, cento anni fa la sua nascita

Il ricordo del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo

Cento anni fa, il 20 aprile 1922, nasceva don Dante Bernini, indimenticabile costruttore di pace e testimone della dignita’ e solidarieta’ umana, che ci ha lasciato il 27 settembre 2019 dopo una vita di opere buone e fecondi pensieri, una vita di testimonianza del vero, del giusto, del bene.
C’è un solo modo di ricordare degnamente don Dante Bernini: proseguirne l’impegno di pace, di solidarieta’ e di riconciliazione.
Perché per l’intera sua vita don Dante è stato non solo un illustre studioso, un pedagogo esemplare, un pastore di anime, generoso un amico e fraterno un compagno di ogni persona bisognosa di aiuto, un uomo che apriva la sua porta e il suo cuore a chiunque, un combattente nonviolento contro tutte le violenze; è stato anche e soprattutto un riconoscitore e risvegliatore della dignità che è in ogni essere umano; e quindi un costante, infaticabile suscitatore delle coscienze e delle intelligenze, che ogni persona convocava all’impegno comune per il bene comune dell’umanità: parresia e agape, ahimsa e satyagraha.
Nell’ascolto e nella compassione, nella ricerca e nel camminare insieme, gentile come un giunco nell’empatia e fermo nel vero come una roccia, don Dante è stato un vivo esempio dell’umanità come dovrebbe essere, e se fosse ancora vivo, con tutta la sua generosa passione, con tutto il suo sapiente discernimento, gagliardamente affiancherebbe oggi papa Francesco ed ogni persona di volontà buona nello strenuo necessario impegno contro la guerra, contro la guerra che sempre e solo di stragi consiste, contro la guerra che sempre e solo è nemica e divoratrice dell’umanità.
In questi tragici giorni di abominevoli stragi, di devastazioni indicibili, di dilagante barbarie, ogni persona che lo ha conosciuto sente ancor piu’ la sua mancanza e prova una struggente nostalgia delle sue parole e del suo braccio, della sua azione e della sua meditazione, della sua testimonianza, del suo volto.
Anche nel ricordo e alla scuola di don Dante dobbiamo opporci a tutte le guerre, a tutte le stragi, a tutte le uccisioni, a tutte le violenze.
Dobbiamo soccorrere, accogliere, assistere tutte le persone in fuga dalla guerra, dalle stragi, dalle devastazioni, dall’oppressione, dalla fame.
Dobbiamo inviare aiuti umanitari alla popolazione ucraina come a tutti gli altri popoli che di aiuto hanno estremo bisogno.
Dobbiamo far giungere da tutto il mondo in Ucraina, e in tutti gli altri luoghi di conflitti armati e di violenza dispiegata, migliaia, milioni di persone disarmate a fare interposizione nonviolenta e recare soccorso umanitario.
Dobbiamo sostenere la resistenza nonviolenta della popolazione ucraina e di tutti i popoli aggrediti e oppressi.
Dobbiamo sostenere l’opposizione nonviolenta della popolazione russa, e di tutti i popoli, contro la guerra e i regimi violenti.
Dobbiamo sostenere la lotta nonviolenta dell’umanita’ intera che chiede pace e legalita’, giustizia e liberta’, democrazia e diritti umani; che chiede rispetto per la vita, la dignita’ e i diritti di tutti gli esseri umani; che chiede rispetto e accudimento per l’intero mondo vivente, quest’unico mondo vivente di cui siamo parte e custodi.
Dobbiamo insorgere nonviolentemente contro la guerra e contro le armi: salvare le vite e’ il primo dovere.
Dobbiamo insorgere nonviolentemente per l’immediato cessate il fuoco, per immediati negoziati di pace, per salvare subito tutte le vite che e’ possibile, necessario, doveroso salvare.
Dobbiamo insorgere nonviolentemente per far cessare la produzione, il traffico e l’uso delle armi, le armi che alimentano la guerra e le stragi, le armi che sempre e solo uccidono gli esseri umani.
Ripetiamolo una volta ancora: dobbiamo insorgere nonviolentemente per fermare le guerre e il riarmo che minacciano di totale distruzione l’intera famiglia umana.
Siamo tutte e tutti fratelli e sorelle. Ogni vittima ha il volto di Abele. Solo la nonviolenza puo’ salvare l’umanita’ dalla catastrofe.
Come è stato detto, “alla scuola e alla sequela della testimonianza di don Dante proseguiamo nell’impegno nonviolento contro tutte le violenze, per la liberazione ed il bene comune dell’umanita’ intera, nella difesa dell’intero mondo vivente, per la condivisione fra tutte e tutti di tutto il bene e tutti i beni”.

Don Dante Bernini
Don Dante Bernini

Una minima notizia su don Dante Bernini
“Vescovo emerito della diocesi di Albano, già presidente della Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale Italiana e già membro della “Comece'” (Commission des Episcopats de la Communaute’ Europeenne), una delle figure piu’ illustri dell’impegno di pace, solidarieta’, nonviolenza, che nell’arco dell’intera sua vita come sacerdote e come docente è stato costantemente impegnato per la pace e per la giustizia, nella solidarietà con i sofferenti e gli oppressi, nell’impegno per la salvaguardia del creato, nella promozione della nonviolenza, unendo all’adempimento scrupoloso dei prestigiosi incarichi di grande responsabilita’ un costante ascolto di tutti coloro che a lui venivano a rivolgersi per consiglio e per aiuto, a tutti sempre offrendo generosamente il suo conforto e sostegno, la sua parola buona e luminosa e l’abbraccio suo saldo e fraterno”. Così nella motivazione del riconoscimento attribuitogli il 2 ottobre 2014, nella Giornata internazionale della nonviolenza, dalla Citta’ di Viterbo con una solenne cerimonia nella Sala Regia di Palazzo dei Priori. Successivamente, il 13 aprile 2015, nell’anniversario della promulgazione della “Pacem in Terris”, era stata realizzata in suo onore a Viterbo una “Giornata per la Pace”.
Era nato a La Quercia, piccola frazione di Viterbo, il 20 aprile 1922, e vi era tornato a vivere nell’operosa sua vecchiaia; li’ e’ deceduto il 27 settembre 2019. Persona buona, costruttore di pace, luminosa figura della nonviolenza, era un punto di riferimento per ogni persona bisognosa di aiuto come per ogni persona impegnata nella solidarieta’ concreta, per il bene comune dell’umanita’, per la salvaguardia del mondo vivente.
Un suo amico cosi’ lo ricordava qualche tempo fa: “E’ stato un costruttore di pace, un difensore della dignita’ umana, un testimone della nonviolenza.
E un educatore amorevole, un uomo sapiente capace di ascolto e di condivisione, una persona diuturnamente protesa al servizio degli ultimi, alla sequela del migliore dei maestri.
E un amico prezioso, l’amico che tutti vorremmo avere vicino nell’ora della prova, nell’ora del bisogno, nell’ora della verita’.
Lascia luminoso un ricordo, un esempio e un appello.
Il ricordo della dolcezza, della mitezza con cui sapeva adempiere ai suoi uffici, con cui sapeva sovvenire chi a lui si rivolgeva per aiuto, per conforto o per consiglio, con cui sapeva accogliere chiunque bussasse alla sua porta, il piu’ generoso e fraterno degli ospiti. E il ricordo della sua sapienza armoniosa e della sua forza ermeneutica, della sua virtu’ psicagogica, della sua capacita’ maieutica.
L’esempio di una vita virtuosa, accudente, sollecita del bene di tutti. L’esempio di una vita impegnata a soccorrere chi e’ nel dolore, a promuovere la pace, la giustizia, la fratellanza e la sororita’, la solidarieta’ fra tutti gli esseri umani e con l’intero mondo vivente.
L’appello a contrastare il male facendo il bene, ad essere operatrici ed operatori di pace, alla solidarieta’ che ogni essere umano riconosce e raggiunge e sostiene e conforta, alla condivisione del bene e dei beni, ad essere l’umanita’ come dovrebbe essere.
Chi ha letto i Miserabili ricordera’ per sempre il folgorante episodio che apre quell’opera grande: il sant’uomo che accoglie Jean Valjean e lo salva due volte. Don Dante Bernini era quel sant’uomo”.
E ancor, e’ stato scritto che “Chiunque lo abbia conosciuto reca inciso nel cuore il suo ricordo, e sente ancora la sua sollecitudine e il suo appello ad operare per il bene comune, per la vita, la dignita’ e i diritti di tutti gli esseri umani, per il rispetto e la protezione dell’intero mondo vivente; sente ancora la sua solidarieta’ con tutte le oppresse e gli oppressi; sente ancora la sua costante attitudine ed esortazione alla condivisione del bene e dei beni con ogni persona bisognosa di aiuto; ricorda ancora quel volto e quella voce che chiamano all’impegno per la liberazione comune, all’impegno contro tutte le violenze, all’impegno per l’eguaglianza di diritti, la giustizia e la liberta’, la solidarieta’ e la misericordia, la fraternita’ e la sororita’, la responsabilita’ e la condivisione. Quest’uomo era veramente figura della nonviolenza in cammino, alla sequela di chi ad ogni oppressione, ad ogni menzogna, ad ogni ingiustizia, ad ogni violenza sempre si oppose.
Anche nel ricordo di don Dante Bernini continui l’impegno comune contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare le vite e’ il primo dovere.
Sii tu l’umanita’ come dovrebbe essere”.

Foto tratte dal web

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