Scatti che hanno testimoniato un’epoca, che rappresenta oltre sessant’anni di storia italiana. Sono i momenti immortalati da Saverio Barillari, conosciuto come “Rino Barillari The King”.
In questi giorni al Maxxi, a Roma, una mostra in suo onore: “Rino Barillari – The King of Paparazzi”, dove all’inaugurazione c’erano veramente tutti.
Alcuni dei suoi scatti più famosi, esposti in una carrellata curata da Martino Crespi, fino al 28 ottobre allo Spazio Extra del Maxxi, in via Guido Reni 4. A produrla l’Istituto Luce Cinecittà con il Mibact.
Tutto inizia negli anni della “Dolce Vita”, tra scazzottate, star del cinema, night club, ma anche tanta cronaca nera.
In quelle foto, oltre 500mila c’è la storia di un grande che inizia lavorando come “scattino”, fotografando i turisti a Fontana di Trevi.
Arriva la prima macchina fotografica, una Comet Bencini, di seconda mano, perché gli esordi sono difficili, ma Rino ha la possibilità di imparare seguendo maestri come Marcello Geppetto e Tazio Secchiaroli.
I divi li fotografa da vicino, perché all’epoca non ci sono i teleobiettivi, per poi andare a finire in grandi discussioni. Altre volte si scontra a pugni con Frank Sinatra, una volta viene preso a borsettate dalla modella Vatussa Vitta, pizzicata da The King, con Mickey Hargitay.
Un’attività intensa con 163 ricoveri, una coltellata, 11 costole rotte, ed almeno 76 macchine fotografiche distrutte.
Molte delle sue foto sono entrate nella leggenda, come quella del corpo senza vita del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, di Enzo Tortora in manette, e Papa Giovanni Paolo II mentre gioca a bocce con i pensionati.
Ha immortalato Papi, Capi di Stato, Altezze Reali.
Per non parlare di mostre in giro per il mondo, premi, riconoscimenti alla carriera, persino una Laurea Honoris Causa in fotografia in Cina, persino Commendatore al Merito della Repubblica italiana.