Covid, il pericolo variante Delta secondo l’Oms

La variante Delta sta suscitando preoccupazioni  negli esperti.

Ora che i dati relativi alla pandemia in Europa portavano  ad un quadro vittorioso nella lotta contro il Covid-19, l’Oms mette in guardia.

Dr. Hans Kluge
Dr. Hans Kluge

La nuova variante  “Delta” di Sars-CoV-2, era stata  identificata per la prima volta in India, e secondo gli esperti OMS, ha una maggiore trasmissibilità e “una certa fuga immunitaria ed è pronta “a prendere piede”, come evidenziato da  Hans Kluge, direttore dell’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Europa, in occasione dell’ aggiornamento giornaliero sulla situazione Covid.

Kluge ha messo in guardia dal rischio trasmissione, in quanto già precedentemente siamo stati in una fase simile. Nella scorsa estate, infatti, i casi erano aumentati gradualmente tra i giovani, spostandosi nelle fasce di età più anziane. Così si era verificata una ripresa sicuramente devastante, il lockdown e con le conseguenti perdite di vite umane tra l’autunno e l’inverno 2020.

La variante Delta ha una maggiore trasmissibilità, con una una doppia mutazione, E484Q e L425R, della proteina Spike.

È stata segnalata per la prima volta il 5 ottobre 2020 a Maharashtra, uno stato dell’India Centro-occidentale.

L’analisi periodica di Public Health England (PHE) ha evidenziato  che la variante Delta è diventata prevalente in Gran Bretagna, ed è di circa il 50% più trasmissibile della variante Alfa (ex inglese) e porta ad aumentare di 2 volte e mezzo il rischio di ricoveri.

Secondo quanto rilevato dai medici indiani, tra i sintomi osservati nei pazienti contagiati dalla variante Delta, ci sono mal di stomaco, nausea, perdita dell’appetito, dolori articolari. Tutti sintomi già conosciuti con il virus, si quali si sono  aggiunti anche la perdita dell’udito e coaguli nel sangue.

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