Il messaggio del cardinale Gualtiero Bassetti in occasione del convegno “Custodire le nostre terre“, organizzato online dalle Commissioni episcopali per i Problemi sociali e il Lavoro e per il Servizio della Carità e la Salute e dagli Uffici Cei che si occupano dei due ambiti con la diocesi di Acerra, offre lo spunto per riflettere.

“È riduttivo, quando non addirittura discriminante, parlare di “terra” e di “terre dei fuochi”: perché dobbiamo piuttosto affermare con forza che siamo responsabili della “custodia di tutte le terre”, come ha scritto il cardinale.
Cosa pensare, dunque, se non che tutti noi siamo chiamati alla responsabilità, specialmente chi si professa credente, a renderci conto del particolare legame tra ferite del Creato e tutela della vita, ma anche della salute.

Salvaguardia della vita, ora più che mai, seguendo la traccia della “Laudato si‘” di Papa Francesco , ma anche della salute, del lavoro, tutte così compromesse e problematiche.
“La custodia, o la mancata custodia, della casa comune – in quanto siamo tutti parte dell’umanità – incide direttamente sulla nostra salute – ha affermato Bassetti – Gli effetti ambientali prodotti dalle nostre scelte hanno una incidenza diretta sulla salute fisica, psichica e sociale di tutti, e di ciò l’umanità è responsabile, prima che vittima”.
Quindi, ‘custodire’ è la parola chiave che deve guidarci, deve portarci alla profonda riflessione sulle nostre responsabilità verso il Creato e quindi, verso gli altri e noi stessi.
Del resto come diceva San Francesco di Sales: “In ciascuno dei tuoi istanti è contenuto, come in un nocciolo, il seme di tutta l’eternità”.
Siamo ormai in balia di una crisi socio-ambientale, dove la grave situazione della pandemia da Covid-19 ha fortemente evidenziato come siamo tutti legati, connessi tra di noi: la vicinanza ai malati e a quanti stanno soffrendo per il virus, la solidarietà. Questo ci rende forti.
Custodendo il Creato, difendiamo noi stessi.