Una nuova pagina dell’esplorazione dello spazio.
471 milioni di chilometri che portano all’inizio della vera e propria missione scientifica, che ha come priorità la ricerca di vita biologica su Marte.
La sonda della Nasa Mars 2020, con a bordo il rover Perseverance, è scesa, dunque, nell’area del cratere Jezero. Esattamente alle 21:55, con ricezione del segnale attorno alle 22:07.
A bordo del Perseverance c’è il primo drone-elicottero pronto a sorvolare il cielo di Marte. Si chiama “Ingenuity“, pesa circa 2 chilogrammi, e nell’arco di 30 giorni effettuerà alcuni test di volo della durata di 2 minuti. Questo piccolo elicottero ha due telecamere ad alta risoluzione.
Così, anche la terza e ultima delle navicelle spaziali automatiche terrestri, partite lo scorso 2020, è riuscita a raggiungere Marte.
Ci sono stati, comunque, momenti preoccupanti al centro spaziale Jpl di Pasadena, sette per la precisione.
Scienziati ed ingegneri li hanno definiti i “Sette minuti di terrore“, ossia quei minuti mozzafiato, interminabili in cui il veicolo spaziale, non pilotato da un essere umano, ha attraversato l’atmosfera. Avviene automaticamente e va auto-gestito, perché tra Terra e Marte i segnali radio impiegano un tempo non inferiore a 12 minuti.

Inoltre, tra le scienziate c’è la napoletana Teresa Fornaro, ricercatrice all’Inaf di Firenze ed unica italiana, tra i 13 participating scientist della missione Nasa Mars 2020.

Quindi, è stato completato il tragitto complessivo Terra – Marte, quando era stato lanciato, lo scorso luglio, Mars Rover 2020, un razzo Atlas V, da Cape Canaveral.
E proprio il cratere Jezero, ampio circa 45 chilometri, è considerato il luogo ideale per questo tipo di ricerca e per il prelievo di campioni rocciosi.
Foto tratte dal web