L‘Istituto superiore di sanità sta studiando prevalentemente la variante VOC 202012/01 (Regno Unito) in Italia.
Questa variante inglese, molto aggressiva, sta circolando in diverse aree dell’Italia. Un’escalation, una nuova ondata, dunque.
L’Iss, considerando l’emergenza, “raccomanda di intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante VOC 202012/0, rafforzando/innalzando le misure in tutto il paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione, inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto”.
“Le varianti sono una conseguenza dell’ampliarsi del virus”, come sottolineato dal professore Crisanti a Ra1, su La Vita in diretta”.
La vaccinazione della popolazione, pur procedendo, non copre la situazione e se non vengono adottate le misure adeguate, c’è il notevole rischio di maggiore trasmissibilità.
Per le varianti, c’è il rischio di un’ulteriore diffusione del Covid nell’Ue ed è “attualmente valutato come alto-molto alto per la popolazione complessiva e molto alto per gli individui vulnerabili”, secondo l’analisi dell’Ecdc.

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