Papa Francesco, confessori e misericordia

Non so se vi ricordate quando nel marzo 2014 Papa Francesco, a poco più di un anno dalla sua elezione al Soglio Pontificio, era entrato nella Basilica di San Pietro per confessarsi.

Un Pontefice che chiede il perdono sacramentale, come un penitente qualunque. Lo scatto ha fatto il giro del mondo.

Papa Francesco
Papa Francesco, foto tratta dal web

Aveva messo da parte il protocollo e si era  inginocchiato davanti a tutti: prima di confessare voleva confessarsi.

Proprio la scorsa domenica, all’Angelus, Papa Francesco si è rivolto ai sacerdoti confessori, che definisce “portatori di quella rivoluzione della tenerezza”. 

Secondo il Pontefice attirano tanta gente, che come dice Papa Francesco si  sente “al pavimento” per i  peccati commessi.

Ma è con tenerezza, con compassione che questi confessori ascoltano, accolgono.

Non è con la frusta in mano che questi confessori aiutano, accolgono i bisognosi di conforto spirituale.

Lo fanno per far sentire il dono della Misericordia di Dio, per dire che ” Dio è buono e che Dio perdona sempre, che Dio non si stanca di perdonare. A questi confessori misericordiosi chiedo oggi, a tutti voi, di fare un applauso, qui, in Piazza, tutti”.

Chi sperimenta, dunque, la misericordia, non può non rimanerne toccato ed infatti aggiunge: “Chi sperimenta la misericordia divina, è spinto a farsi artefice di misericordia tra gli ultimi e i poveri”. 

Non “con la frusta in mano”, quindi, perché per tutti noi, come per i bravi confessori, è questo che conta:*farci carico dell’altro, asctarlo veramente, senza giudicarlo.

Foto tratta dal web

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