Natale 2020 con l’augurio che sia più a misura d’uomo

È importante che  non si riduca a festse la pandemia ci ha costretti a stare più distanti, Gesù, nel presepe, ci mostra la via della tenerezza per restare vicini, per essere umani” a solamente sentimentale o consumistica, ricca di regali e di auguri ma povera di fede cristiana”.

Si è espresso così Papa Francesco all’udienza Generale dello scorso mercoledì.

Già, il Natale. Questa festa dove persino chi non crede, si lascia coinvolgere da quel particolare fascino che emana.

Una festa universale, che per noi cristiani, rappresenta un importante avvenimento nella nostra  storia. Una festa che non va scambiata per l’ albero sfavillante e chic, per il presepe super accessoriato, panettoni e quant’altro, regali e se ci scappa la Messa tanto per, o la visitina per una candela.

No, non è tutto questo. Non lo è affatto, tanto che il Pontefice ribadisce appunto, che “ È necessario arginare una certa mentalità mondana, incapace di cogliere il nucleo incandescente della nostra fede”. 

Una ‘mentalità mondana’, che porta all’aridità, alla superficialità.

Il Natale è proprio una buona occasione per riflettere, per guardaci dentro veramente e per guardare l’altro in modo diverso: con gli occhi di un bambino innocente, come Gesù Bambino.

Altro che vestiti usati messi nel cassettone della Caritas, altro che due euro al parcheggio del supermercato, o visitina in Chiesa od insulsi messaggi su whatsapp con gli auguri inviati da un numero all’altro, perché alla fine si diventa numeri. Persone associate ad un numero sul cellulare, alle quali inviare emoticons e video, per sentirsi  con la coscienza a posto. O magari si saluta l’oggetto delle illazioni con entusiasmo davanti a tutti e poi, appena ha girato l’angolo, ci si prodiga a pugnalarla di infamità, in nome di un orribile sentimento: l’invidia.

Per non parlare di quelle persone che si esprimono negativamente magari anche con garbo, alle spalle, per danneggiare l’altro.

Che miseria, che pochezza, che tristezza.

Ma allora cosa è il Natale per questo genere di persone così miserrime.

Non è questo il Natale, non lo è affatto. Guardando il presepe, con quel dolce Gesù Bambino, assaporiamo, riscopriamo la via della tenerezza, per essere più veri, più umani, anzi: più a misura d’uomo.

Buon Natale, veramente.

 

 

Non copiare!!!