Femminicidio di Rovereto. L’avvocatessa Rossana Rovere rinuncia alla difesa del presunto omicida

Quando una donna viene uccisa, è una grande sconfitta della società. Una litania di morte e dolore si sta compiendo soprattutto in questo periodo caratterizzato dall’emergenza Covid-19, dove le donne sono ancora più esposte all’inaudita violenza dei loro carnefici.

Notizie che addolorano, che lasciano l’amaro in bocca, che, però, devono scuotere le coscienze ora più che mai.

In questi giorni un’altra donna è stata uccisa dal suo uomo, un altro femminicidio, si chiamava Aurelia Laurenti, la mamma di 2 bambini. Aveva 32 anni ed intorno alla mezzanotte il suo compagno ha posto fine alla sua vita. 

Il suo carnefice, il presunto omicida Giuseppe Forciniti, si è poi costituito alle Forze dell’ordine. Ma questa volta è successo qualcosa che sta facendo parlare: il suo avvocato difensore, Rossana Rovere, già presidente dell’Ordine degli avvocati della provincia di Pordenone, ha rinunciato all’incarico

L’uomo l’aveva scelta come difensore, ma il legale, come riportato dall’Ansa, non vuole assumere l’incarico.

L’avvocatessa Rossana Rovere ha infatti dichiarato all’Ansa: “Io non posso assumere le difese di quest’uomo, dopo una vita e una carriera spese a promuovere la tutela dei diritti delle donne”.

Già i diritti delle donne, perseguiti in una vera e propria battaglia di civiltà, a favore delle donne, ma anche dei loro figli che troppo spesso rimangono orfani, in una società che, seppure malata e sofferente, è  fondata sui valori della convivenza e del sostegno reciproco.

Rossana Rovere, con il suo gesto, non ha certo rinunciato a difendere le donne, a far valere i loro diritti.

Rossana Rovere
Rossana Rovere

Foto tratta dal web

 

 

 

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