Cristiani perseguitati nel mondo, l’appello di Asia Bibi

Ci sono persone nel mondo che si impegnano concretamente per nobili intenti e valori, anche a rischio della stessa vita.

È il caso di Asia Bibi, la giovane donna pakistana vero e proprio simbolo  internazionale dell’ingiusta detenzione, a causa dell’avversione al cristianesimo.

È di ieri la notizia che la donna pakistana ha scritto nella prefazione del Rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre, intitolato “Libera i tuoi prigionieri”, dedicato proprio ai cristiani ingiustamente detenuti per la loro fede.  

Asia Bibi
Asia Bibi

 

Asia Bibi ha scritto: “È tempo di manifestare in  difesa delle nostre comunità di fedeli, vulnerabili,  povere e perseguitate”. 

Asia, nonostante  le continue  minacce  di morte anche ai suoi familiari, ancora una volta è in prima linea per dare voce a chi si trova in difficoltà: l’ingiusta detenzione dei cristiani.

Uno scenario cruento che vede attuati processi iniqui, detenzione arbitrarie, tortura e pressione per portare la vittima ad abiurare.

È stato stimato che nei Paesi più a rischio, 50, sono ingiustamente imprigionate oltre 300 persone di fede cristiane.

Donne ed uomini perseguitati per la loro fede, soprattutto in Nigeria, Cina, Pakistan, Egitto.

Spesso i sequestri di persona, a scopo di riscatto, finiscono sfociano nell’uccisione  uccisioni di sacerdoti protestanti e cattolici. In Pakistan, ad esempio, annualmente si verificano circa 1.000 casi di conversioni forzate di ragazze e giovani donne cristiane e indù.

Come ha aggiunto Asia Bibi nella prefazione: “È tempo che i governi agiscano”.

Asia Bibi

Foto tratte dal web

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