“Monologo delle tre del mattino”, di Sylvia Plath

Sylvia Plath (27 ottobre 1932 – 11 febbraio 1963)  è diventata famosa solo dopo la morte.

Le sue opere con caratteri autobiografici hanno creato una sorta di mito intorno alla sua figura.

Aveva un disturbo psichiatrico,  le venne diagnosticata una forma di depressione clinica quando studiava all’università, e si suicidò qualche tempo dopo aver scoperto un tradimento del marito, il poeta inglese Ted Hughes.

Sylvia Plath da quella oscura ombra di morte è riuscita, postuma, a consegnarsi all’immortalità.

Sylvia Plath
Sylvia Plath

Monologo delle 3 del mattino

È meglio che ogni fibra si spezzi
e vinca la furia,
e il sangue vivo inzuppi
divano, tappeto, pavimento
e l’almanacco decorato con serpenti
testimone che tu sei
a un milione di verdi contee da qui,
che sedere muti, con questi spasmi
sotto stelle pungenti,
maledicendo, l’occhio sbarrato
annerendo il momento
che gli addii vennero detti, e si lasciarono partire i treni,
ed io, gran magnanimo imbecille, così strappato
dal mio solo regno.

Foto tratte dal web

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