Un’altra notizia di cronaca che vede vittime le donne. In questo caso le loro foto intime venivano divulgate dagli ex fidanzati o comuni conoscenti, senza il loro consenso.
A scoprire tutto la Polizia postale di Trapani e Palermo. Proprio ieri, 2 novembre, sono state eseguite perquisizioni a tre individui accusati di aver diffuso foto su un sito pornografico all’interno di chat room dedicate allo scambio.
Si chiama revenge porn, un fenomeno preoccupante che, negli ultimi anni, ha raggiunto, proporzioni allarmanti.
Consiste nella diffusione non consensuale di immagini private a sfondo sessuale a scopo di vendetta.
Ma è anche un fenomeno diciamo globale che, mette in evidenza, quanto possa essere fragile l’identità proprio nell’ecosistema digitale.
Ci sono donne che hanno pensato di uccidersi, altre come Tiziana Cantone, si sono suicidato. La povera ragazza è morta suicida nel 2016, a causa di un video hard che era diventato virale sul web e pubblicato senza il suo consenso da chi ancora non ha pagato.
Il reato di “revenge porn” è disciplinato dall’articolo 612 ter del codice penale, che nello specifico punisce chiunque diffonda, ceda o meno invii immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati invece a rimanere privati, senza il consenso delle persone interessate.
Bisogna denunciare immediatamente alla Forze dell’ordine, nello specifico la Polizia Postale, così con un tempestivo intervento, si può fermare la divulgazione di materiale video o foto.
La Polizia postale ha squadre specifiche con personale esperto, specialmente nell’ambito dei social network e messaggistica.
Ma soprattutto non bisogna assecondare certe richieste. Niente foto, niente video. Solo amore e rispetto vicendevoli.
Foto tratta dal web