Papa Francesco: “Non abbiamo tempo per consolare gli afflitti, ma tanto tempo per chiacchierare”

Tante volte noi tralasciamo di ascoltare l’altro, perché è noioso o perché mi toglie del tempo, o di portarlo, accompagnarlo nei suoi dolori, nelle sue prove… Ma troviamo sempre il tempo per chiacchierare, sempre! Non abbiamo tempo per consolare gli afflitti, ma tanto tempo per chiacchierare. State attenti!”.

Si è espresso così Papa Francesco all’Angelus di ieri mattina, domenica 25 ottobre, affacciandosi dalla finestra del Palazzo Apostolico.

Già, quante volte si preferisce perdere tempo in unitili chiacchiere, che portano a svilire l’essere umano, per un piacere malvagio e perverso che invade l’animo di certe persone infelici.

Troppi sterili discorsi, magari spesso gratuite cattiverie e calunnie, senza guardarsi prima dentro, senza rendersi conto che non è questo il modo per migliorare, per migliorarci.

Ed infatti il Pontefice prosegue dicendo: “La  verifica del nostro cammino di conversione e di santità è sempre nell’amore del prossimo“.

Non è dando l’elemosina al parcheggio, o portando abiti che non mettiamo più in parrocchia o mandando offerte ad una onlus che facciamo del bene, che amiamo il prossimo: troppo semplice, comodo.

Amare il prossimo è ben altro. È ascoltarlo, supportarlo, senza criticarlo, senza frecciatine per screditarlo agli occhi degli altri, in nome dell’ invidia. Amare è accogliere Dio, ed amare Dio non vuol dire andare alla Messa la domenica ogni tanto, fare la comunione con troppa superficialità, perché tanto ‘non ammazzo, non rubo’. Dio si ama seguendo i suoi Comandamenti, amando il prossimo. Il prossimo, diverso da noi, unico nella sua unicità.

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