Un bambino di appena 4 mesi abbandonato per strada a Verona, trovato da un cittadino pakistano, che stava andando al lavoro in bici.
Avvolto in una coperta di lana, piangeva. Gli agenti della volante della Questura, chiamati dal pakistano, hanno prestato al bambino i primi soccorsi e poi lo hanno messo al sicuro in macchina. Successivamente il piccolo è stato ricoverato all’ospedale della Donna e del Bambino, in terapia intensiva.
Sono stati rintracciati gli autori del gesto disperato, quanto terribile: i genitori.
Vivono in una precaria situazione economica, comunque nei prossimi giorni i servizi sociali del Comune provvederanno all’affidamento del piccolo. Intanto, sono già arrivate decine di richieste di adozione.
Una vicenda che lascia l’amaro in bocca: un bambino abbandonato a 4 mesi. Già, per 120 giorni circa è stato nella sua casa, con i suoi genitori, che alla fine non sono più riusciti ad andare avanti.
Solitamente i bambini li abbandonano appena nati, addirittura con il cordone ombelicale tagliato alla meno peggio. Giovani donne che per nove mesi tengono nascosta la gravidanza e poi sole e disperate, lo partoriscono e poi se ne disfano. Così sono state installate in alcune città italiane le “culle termiche”, in modo tale che, senza essere viste, così possono lasciare il loro bambino che, però, non vogliono più, come niente fosse stato, o quasi.
A Verona, invece, una madre ha messo al mondo suo figlio, lo ha tenuto come meglio poteva, poi dopo 4 mesi o giù di lì, lo ha lasciato per strada. Non lo ha ucciso, magari gettandolo dal balcone o pestandolo a morte, ma lo ha abbandonato. Alla fine lo ha dovuto lasciare alla società. Ad una società a volte apatica, insofferente ai drammi degli ultimi, perché è molto più comodo occuparsene magari con un evento mondano, invece di rimboccarsi le maniche.
I poliziotti accorsi, hanno trovato il piccolo tra le braccia di una persona che gli cantava una ninna nanna russa. Il bambino passa alle Forze dell’ordine, poi all’ospedale. Sono stati un pakistano ed un russo a soccorrerlo, mentre un italiano, informato, si è defilato.
C’è qualcosa che non quadra, o meglio, quadra al punto che c’è chi scappa, non ha tempo per soccorrere un bambino e portarlo con la sua macchina in ospedale. Triste e raccapricciante. E poi c’è chi condanna, senza mezze misure, i genitori disperati e dilaniato dalla laro stessa vita precaria, tanto da arrivare al punto di lasciare il loro piccolo per strada, dopo 4 mesi insieme.
Triste, tutto molto triste.
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