“Basta aggressioni ai poliziotti, agli insegnanti, ai medici, agli incaricati di pubblico servizio e di pubblica utilità“.
È l’appello del Siulp in relazione alle aggressioni agi operatori della sicurezza del soccorso.
Le idee sono ben chiare, il Sindacato di Polizia inizia una petizione a Modena, per un progetto di legge. “Una firma per difendere chi difende la tua sicurezza“, questo è lo slogan che racchiude il valore umano e legale di ciò che chiede il Siulp.
Ma di cosa si tratta, in definitiva: di istituire il reato penale specifico, per chi aggredisce gli operatori in servizio.
Pena certa ed immediata e non solo, perché è importante che ci sia la tutela legale e previdenziale per i poliziotti che subiscono violenze, nel garantire la sicurezza del cittadino.

“Siamo arrivati ad una violenza seriale e totalmente impunita che vede un’aggressione ogni 3 ore al personale in uniforme” ha affermato il segretario nazionale del Siulp Felice Romano, da tempo in prima linea in questa battaglia per il riconoscimento di garanzie a chi sta subendo, da tempo, un’escalation di intolleranza verso chi indossa con abnegazione la divisa.
Urge, senza più tentennamenti, una soluzione legislativa nei confronti di chi compie aggressioni e violenze perpetrate su chi rischia la vita ogni giorno.
Proprio Papa Francesco nel 2008 all’Udienza generale con l’Associazione nazionale Polizia di stato, Anps, riconoscendo il ruolo determinante di donne ed uomini in divisa aveva detto: “Quando vengono a mancare la legalità e la sicurezza, sono i più deboli i primi a essere danneggiati, perché hanno meno mezzi per difendersi e provvedere a sé stessi“.
Ed è questo che viene garantito alla società, nonostante 235 aggressioni subite al mese da donne ed uomini in divisa.
Il segretario provinciale Siulp Viterbo Giuseppe Becattini, concorde con il presidente Felice Romano, sottolinea infatti che: “Ormai la misura è colma su queste aggressioni che rimangono quasi i punite. Non solo Polizia di Stato, ma anche Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia Locale, come medici ed anche tassisti a diretto contatto con le persone stanno rischiando molto, onorando la loro stessa professione. È il Governo che si deve sensibilizzare su questa problematica che ci attanaglia, ormai da troppo tempo“.

L’operato delle Forze dell’Ordine è determinante e garantisce la salvaguardia della territorio, della collettività. È giusto che vengano tutelati e vengano riconosciuti, ora più che mai, i loro diritti.