Siria, Sono 4,6 milioni i bambini malnutriti tra conflitti e pandemia

Sono almeno settecentomila i bambini che stanno soffrendo  la fame in Siria. 4,6 milioni il numero di minori sopraffatti dalla malnutrizione.

L’economia è fortemente danneggiata dal conflitto ed aggravata dalle restrizioni del COVID-19. Dieci anni di conflitti ed ora un numero altissimo di bambini  deve fare i conti con crescenti alti tassi di malnutrizione.  

A rivelare questa situazione è un  rapporto di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni è impegnata a salvare i bambini a rischio.

In Siria, ormai, gli scontri armati sono aumentati e nel settembre 2011 le milizie ribelli organizzate erano regolarmente impegnate in combattimenti con le truppe governative nelle città intorno alla Siria. Un escalation di atroci sofferenze senza precedenti.

Henrietta Fore
Henrietta Fore

Lo scorso marzo Henrietta Fore, il direttore generale del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) aveva dichiarato a tal proposito: “9 anni dall’inizio del conflitto, 5 milioni di bambini siriani hanno ancora bisogno di aiuto. Dobbiamo aiutarli a tutti i costi”. 

In Siria sono stati confermati  5.480 casi di COVID-19, ma con molta probabilità questi numeri sono  la punta dell’iceberg, data da una grave carenza di dispositivi.

Save children

Un recente sondaggio a cura di Save the Children ha scoperto  che il 65% dei bambini non mangia una mela,  o una banana da almeno tre mesi, mentre nel nord-est della Siria quasi un quarto dei bambini, sono almeno 9 mesi che non mangia frutta. Molti bambini hanno riferito a Save the Children di avere mangiato nelle ultime settimane solo riso e fagioli.

Tutto questo comporta un grave rischio per la salute ed il benessere dei bambini. L’arresto della crescita mette in difficoltà la possibilità di reagire alle malattie. 

Una situazione che vede un’intera generazione di bambini in prima linea con i rischi che comporta la malnutrizione, con famiglie che non sono in grado di affrontare i problemi dei loro figli.

Save the Children sta distribuendo pacchi alimentari con frutta e verdura fresca nel Nord della Siria, in modo particolare  alle donne incinte e alle neo mamme.

Inoltre, Save the Children propone l’accesso umanitario illimitato e una nuova autorizzazione ad operare da oltre frontiera, anche a Bab Al Salam a Nord di Aleppo chiuso a luglio, per alleviare le sofferenze di famiglie e bambini che continuano a lottare nel mezzo di una prolungata crisi e diffusione di una pandemia.

Nel frattempo, in un campo per sfollati, nonostante questi  quasi dieci anni di convitti, i primi bambini sono tornati a scuola grazie  a tende e mascherine.

Una triste e dolorosa realtà questa della Siria e dei bambini. Una feroce guerra senza pietà per laquale, purtroppo, i più piccoli pagano un prezzo molto alto e che, probabilmente, dovranno continuare a subire se non terminano questi assurdi conflitti.

Foto tratte dal web

Non copiare!!!