Don Bruno Nicolini, il sacerdote dei Nomadi

Il 17 agosto 2012 moriva a Roma don Bruno Nicolini.
Era nato a Bolzano il 13 gennaio 1927, presbitero dal 1950, incaricato della “pastorale degli zingari” nel 1959, fonda l’Opera Nomadi nel 1963 e nel 1978 il Centro studi zingari.

Don Bruno Nicolini
Insieme a Mirella Karpati e’ stato in Italia tra le figure di maggior rilievo nella solidarieta’ con rom e sinti, nel riconoscimento del valore della loro cultura, nella lotta contro il razzismo e la persecuzione di cui sono vittime.

Grazie al suo costante impegno si sono svolte tante iniziative decisive che hanno consentito una sempre piu’ ampia presa di coscienza e contrastato la violenza razzista in primo luogo delle istituzioni.
A otto anni dalla scomparsa lo ricordiamo con gratitudine che non si estingue.

Anche nel suo ricordo proseguiamo nell’impegno nonviolento di solidarieta’ con le popolazioni e le persone rom, sinte e camminanti.
Anche nel suo ricordo proseguiamo nell’impegno nonviolento di opposizione al razzismo e alla violenza delle istituzioni, dei poteri criminali, del maschilismo.

Anche nel suo ricordo proseguiamo nell’impegno nonviolento in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
Vi e’ una sola umanita’ in un unico mondo vivente casa comune dell’umanita’ intera.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e’ il primo dovere.
Ed anche ricordando don Bruno Nicolini, alla scuola di don Bruno Nicolini, ancora una volta chiediamo che si realizzino immediatamente quattro semplici indispensabili cose:
1. riconoscere a tutti gli esseri umani in fuga da fame e guerre, da devastazioni e dittature, il diritto di giungere in salvo nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro, ove necessario mettendo a disposizione adeguati mezzi di trasporto pubblici e gratuiti; e’ l’unico modo per far cessare la strage degli innocenti nel Mediterraneo ed annientare le mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani;
2. abolire la schiavitu’ e l’apartheid in Italia; riconoscendo a tutti gli esseri umani che in Italia si trovano tutti i diritti sociali, civili e politici, compreso il diritto di voto: la democrazia si regge sul principio “una persona, un voto”: un paese in cui un decimo degli effettivi abitanti e’ privato di fondamentali diritti non e’ piu’ una democrazia;
3. abrogare tutte le disposizioni razziste ed incostituzionali che scellerati e dementi governi razzisti hanno nel corso degli anni imposto nel nostro paese; si torni al rispetto della legalita’ costituzionale, si torni al rispetto del diritto internazionale, si torni al rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani;
4. formare tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine alla conoscenza e all’uso delle risorse della nonviolenza; poiche’ compito delle forze dell’ordine e’ proteggere la vita e i diritti di tutti gli esseri umani, la conoscenza della nonviolenza e’ la piu’ importante risorsa di cui hanno bisogno.
Il razzismo e’ un crimine contro l’umanita’.
Siamo una sola umanita’ in un unico mondo vivente.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e’ il primo dovere”.

Il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

Foto tratta dal web

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