Il coronavirus ha creato una grave situazione economica, che rappresenta uno degli effetti scaturiti dalla pandemia.
1 italiano su 4 ha deciso di impegnare i gioielli di famiglia, rivolgendosi al credito su stima, per avere liquidità immediata.
A confermarlo è il dato che segna un notevole incremento di afflussi presso le filiali Affide. Nel mese di maggio, infatti, è stato registrato un afflusso di presenze agli sportelli del 18%, rispetto alla situazione prima del lockdown.
I dati sono emersi dal rapporto “Gli Italiani e l’impatto economico dell’emergenza Coronavirus”, che appunto Affide – BVA Doxa hanno condotto su 1.000 italiani, per capire la situazione creata dalla pandemia sull’economia.
Dati non certo confortanti, anzi tutt’altro. Dalla ricerca è emerso, infatti, che 2 italiani su 3 hanno avuto un impatto piuttosto negativo sulla situazione finanziaria della propria famiglia a causa dell’emergenza Covid-19.
Circa il 50% è stato costretto a modificare il proprio stile di vita per via della scarsità delle entrate, ma il 16% ha dovuto chiudere la propria attività, ed altri hanno perso il lavoro.
La situazione che si è creata ha portato a dover ricorrere ai finanziamenti, per cercare di sopperire alla scarsità ed anche mancanza di entrate.
Ad essere maggiormente colpite sono state le famiglie con figli il 79%, per non parlare del 75% dei disoccupati e dei giovani tra il 18-24 anni, il 79%.
Ricorrere ad un prestito e3apparsa immediatamente la soluzione migliore in questi mesi di lockdown. In poco tempo, circa mezz’ora, si ottiene facilmente un prestito.
Un servizio al quale gli italiani ricorrono, basti considerare che lo fanno tra le 270.000 e le 300.000 persone ogni anno. Attraverso il credito su stima è possibile ricevere un finanziamento offrendo come unica garanzia un prezioso o un gioiello, che resta di proprietà di chi lo impegna e che viene custodito in sicurezza dalla società.
Quando termina il periodo concordato, il proprietario del bene può riscattare l’oggetto o può scegliere di prolungare il finanziamento. È soltanto nel 5% dei casi che il bene non viene riscattato e va a finire all’asta, sempre per conto del cliente.