Stalking, Atti persecutori: un reato sempre più diffuso che va denunciato

Non c’è giorno che le donne non subiscano violenze, vengono perseguitate. Una litania di dolore e maltrattamenti che vede donne di ogni età e condizione sociale subire tutto questo. 

Ormai nel nostro vocabolario è entrato, purtroppo da tempo, un nuovo termine: stalking”.

Si tratta di un reato che è stato introdotto nell’ordinamento italiano con la legge 38/2009, che ha aggiunto l’articolo 612 bis al Codice penale, dedicato agli atti persecutori.

Che significa, in che consiste lo ‘stolking’, dunque.

Vuol dire che qualcuno vuole infondere preoccupazione, paura nella sua vittima, vuol dire compromettere il normale svolgimento della vita quotidiana sempre della propria vittima. 

Perché siamo delle vittime, sacrificate in nome di un amore malato e perverso che, se non corrisposto, diventa l’inizio di un incubo che troppo spesso si conclude con l’omicidio.

Questo fenomeno è in continuo aumento anche per via della diffusione di tutte le tecnologie che permettono di spiare, di controllare la vita altrui.

Stalking, dunque, che porta noi donne a subire una serie di comportamenti persecutori e insistenti  in molte occasioni. 

Atti persecutori, quindi, che dal 2009 sono diventati un reato. Ma in cosa consistono dunque? Telefonate, messaggi, email continui, ma anche pedinamenti, intromissione nella vita degli altri, appostamenti sotto casa.

Questi sono gli atti persecutori. Questi sono gli atti che ogni donna deve denunciare, deve avere il coraggio di denunciare.  A tal proposito è bene ricordare che esiste un numero antiviolenza e stalking.

1522 Numero anti violenza e stalking Si tratta del 1522 attivato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, collegato ad una rete di centri antiviolenza e ad altre strutture per il contrasto alla violenza di genere.

YouPol Polizia di Stato

Inoltre, è attiva YouPol, un’applicazione che permette all’utente di interagire con la Polizia di Stato, inviando segnalazioni, immagini,  relativi ad episodi di spaccio di stupefacenti, di bullismo, maltrattamenti. La app è scaricabile su cellulari Android e iOS e permette, in tempo reale, di entrare in contatto con la centrale operativa che gestisce il pronto intervento.

La società, il Governo e chi ruota intorno alla donna deve agire concretamente, in modo tale da mettere in atto strumenti che garantiscano la tutela di ogni donna. Ogni passo, ogni azione a tutela dell’universo femminile è una conquista per ogni donna e quindi per la società stessa.

Del resto come ha sottolineato Papa Francesco il 1 gennaio 2020: “Se vogliamo tessere di umanità le trame dei nostri giorni, dobbiamo ripartire dalla donna”.

Per approfondimenti:

https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/0/750635/index.html?part=dossier_dossier1-sezione_sezione2-h2_h22

 

 

 

 

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