Un dono d’amore: la Fanfara della Polizia di Stato in concerto alla Casa di Cura Villa Rosa di Viterbo
Un messaggio di solidarietà e di speranza dell'associazione Solis e della presidente Giuliana Natali
Ci sono momenti nella vita in cui, per un imperscrutabile destino, si intrecciano nobili intenti, amore e rispetto per il bene dell’altro e ne scaturisce un evento che si può definire un ‘dono‘. È quello che è successo lo scorso 17 settembre, nell’accogliente piazzale Benedetto Croce della casa di Cura Villa Rosa, a Viterbo, con il pregevole concerto della Fanfara della Polizia di Stato.

Una sorta di teatro a cielo aperto, in un luogo di dolore, di sofferenza, ma anche di condivisione e di impegno per i più fragili, dove il M° Massimiliano Profili ha magistralmente diretto i circa 50 elementi della prestigiosa Fanfara, che rappresenta la Polizia di Stato in cerimonie istituzionali, eventi benefici e concerti in Italia e all’estero.

Il cuore della Polizia di Stato si è fatto sentire palpitando all’unisono con i pazienti del centro e gli ospiti invitati, con le coinvolgenti note da Rossini, a Philip Sparke, John Lennon, Verdi, Leroy Anderson Morandi, per terminare con Giocondità” di Giulio Andrea Marchesini e l’Inno d’Italia, tra gli applausi dei presenti.

Concerto che, infatti, il direttore Generale del Ramo ETS della Provincia Italiana della Congregazionre delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù dr. Alberto Stefani, ha descritto come “un dono fatto agli ospiti della struttura“.
Il ” dono“, dunque, è il fil rouge di questo evento organizzato con il cuore dall’associazione Solis Viterbo, che dal 1989 è impegnata per aiutare persone con disagio sociale e psichico sia Italia che all’Estero.

A fare gli onori di casa, la presidente Giuliana Natali, anche lei volontaria, che nel ringraziare le Autorità e gli ospiti ha sottolineato il valore di questo concerto “che ci ha accompagnato in questo istituto che raccoglie il dolore“.

Accanto a lei, suor Maria Asunción Riopedre, Superiora Provinciale delle Suore ospedaliere.

E con questi intenti, con questo spirito, che il Signor Questore di Viterbo, Giorgio Di Munno ha voluto ricordare l’ispettore Romualdo Straffi, a cui ha reso una visita in camera mortuaria accompagnato
dal Capo di gabinetto dr. Riccardo Carvone e dal commissario Leonardo Bernardis, dirigente dell’Ufficio Prevenzione generale e soccorso pubblico. Un piccolo gesto, per salutare un collega morto nella mattinata.

“Un momento veramente bello, allietato dalla Fanfara, in linea con il nostro spirito: ossia stare tra la gente, oltre che a prevenire il crimine, portando la nostra vicinanza“, lo ha definito il questore Di Munno, sottolineando la costante presenza dell Polizia di stato nel territorio, in auto e supporto dei meno fortunati.

A queste persone il direttore della Fanfara M° Massimigliano Profili ha rivolto sorrisi, strette di mano e con mano sul cuore, ha posato il suo sguardo anche alle finestre dove alcuni di loro erano affacciati.
A presentare l’evento Francesca Caravello.

Papa Francesco sosteneva che l’altro è un dono e che la vera gioia cristiana nasce dal donarsi agli altri senza calcoli e la Fanfara della Polizia di stato si è resa partecipe di questo messaggio universale, per esserci sempre, indistintamente.
Tra le Autorità Civili e Militari: il Sign. Prefetto Sergio Pomponio, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Viterbo Colonnello Alfredo Antro, il presidente della Fondazione Carivit dr. Luigi Pasqualetti. In rappresentanza del vescovo S.E. Orazio Francesco Piazza, il vicario Mons. Luigi Fabbri, accompagnato da don Nicola Miglia.


















