Un evento che ha alle spalle 40 anni di storia. È il Meeting di Comunione e Liberazione.
Quest’anno per via del Covid-19 è stato distribuito con due iniziative giornaliere, con al massimo 400 persone, invece, tutto il resto si potrà seguire online.
Fino a domenica prossima tra collegamenti o di persona si confrontano esperti, manager, ministri, ma anche Presidenti di Regione.
Economia, politica, religione, questioni della vita, sono gli argomenti trattati.
Questa edizione 2020 ha come tema dominante la ripartenza del Mondo in questa epoca post coronavirus e ha come titolo: “Privi di meraviglia restiamo sordi al sublime”.
Ed è proprio ringraziando il presidente della Fondazione Meeting per l’Amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz, che il già presidente della Bce, Mario Draghi ha aperto il 41° Meeting per l’Amicizia tra i Popoli, al palacongressi di Rimini.

Nel suo intervento, legato al momento storico che stiamo vivendo, ha parlato di responsabilità e di incertezza.
A tal proposito si è espresso così: “La pandemia ha generato incertezza”.
Questa pesante emergenza coronavirus è, infatti, una minaccia, non solamente per l’economia, ma anche per “il tessuto della nostra società, così come l’abbiamo finora conosciuta; diffonde incertezza, penalizza l’occupazione, paralizza i consumi e gli investimenti”, ha continuato il presidente Draghi.
Nel suo discorso parla dei giovani, della loro situazione in questa epoca così travagliata ed afferma:
“Privare i giovani del futuro è una grave forma di diseguaglianza”. Dal suo discorso emerge lo sguardo rivolto a questa crisi che stiamo vivendo ed affronta il tema dei sussidi che, secondo lui: “Sono una prima forma di vicinanza della società a coloro che sono più colpiti. I sussidi servono a sopravvivere, a ripartire… Privare un giovane del futuro è una delle forme più gravi di diseguaglianza”.
È importante, quanti necessario, investire nell’istruzione e sui giovani.
Continua ed afferma: “Non possiamo accettare un mondo senza speranza”, perché la società deve cercare la strada della ricostruzione. “È il momento della saggezza per il futuro, nella scelta del futuro che vogliamo costruire. Il ritorno alla crescita è imperativo assoluto”.