Per riflettere prima della Messa: IV Domenica di Avvento, 21 dicembre 2025 – Anno A
L’EMMANUELE: IL DIO CON NOI Mt 1,18-24
«Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Gesù è l’Emmanuele il Dio-con-noi! Maria ha reso possibile questo strabiliante evento: cioè avere Gesù tra noi, come vero amico, come fratello, come guida sicura. In lei è avvenuto l’appuntamento dell’incontro del Redentore con l’umanità; per cui il Figlio di Maria è Dio e si fa uomo, e lei è madre e resta vergine. Grazie a lei, Gesù si inserisce nel flusso delle generazioni umane, rimanendo Figlio di Dio. E i Padri della Chiesa, nel III Concilio ecumenico celebrato a Efeso (nell’anno 431), le hanno riconosciuto meritatamente il titolo di Theotòkos: “Madre di Dio”.
Però, per la concreta realizzazione di questo mirabile evento, ha la sua parte anche Giuseppe, lo sposo di Maria, con il suo breve e intenso dramma interiore. Probabilmente sarà stato messo a conoscenza dell’eccezionale concepimento da una presumibile confidenza della sua sposa. Egli, quale “figlio di David” è stato scelto per esercitare il diritto di padre legale sul “Figlio di Dio” che nascerà da Maria. In tal modo, Giuseppe garantirà al Bambino che nascerà la discendenza davidica, come aveva pro- messo a David una celeste rivelazione tramite il profeta Natan (2Sam 7,14-16).
Giuseppe, trovandosi alle prese con l’indiscussa santità di Maria e con un miracolo della Potenza divina che infinitamente lo trascende, avrebbe voluto farsi da parte con umile modestia e discrezione. Ma interviene prontamente il Signore con il rassicurante messaggio dell’angelo, invitandolo ad assumersi e a svolgere il ruolo che gli è stato richiesto per il compimento del piano divino. Giustamente sottolinea il padre Ortensio da Spinetoli che “la parte e la missione che il figlio di David deve svolgere nel disegno divino non è il frutto di una libera iniziativa umana, ma il risultato di una decisione venuta dall’Alto”.
Così, lo sposo di Maria messo di fronte a una esplicita volontà di Dio emerge come l’uomo giusto (Mt 1,19) nel senso comune del termine, in quanto non contravviene a nessun comma della legge. Di fronte a una esplicita volontà del Signore, egli china il capo e obbedisce celebrando la cerimonia nuziale con Maria. Ed entra così in un’economia superiore che donerà al popolo di Dio il Messia, che già nel nome stesso sarà indicata la sua missione: si chiamerà “Gesù”, che vuol dire “Dio salva!”. Dio salva, Dio libera dal peccato, dal male e dal nemico mortale: Satana!
Il popolo di Dio, in primis, beneficerà di questa salvezza, ma successivamente il campo missionario si dilaterà all’infinito per comprendere come destinatari tutti i popoli della terra. In- fatti, la conferma si ha dallo stesso Vangelo di Matteo con l’invio degli apostoli “a tutte le genti” e con la promessa che Gesù, l’Emmanuele, il “Dio con noi”, resterà con il suo popolo “tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Tuttavia, per conseguire questa salvezza, ognuno di noi liberamente deve mettere la propria vita a disposizione della grazia perché sia trasformata a immagine di quella di Gesù.