Per riflettere prima della Messa: Immacolata concezione della B. V. Maria, 8 dicembre 2025 – Anno A
Maria: piena di grazia Lc 1,26-38
Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». […] Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. […]». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Presentandosi da Maria, l’angelo Gabriele non la chiama col suo nome (come siamo abituati a ripetere nella dolce e notissima preghiera dell’“Ave, o Maria”), ma la saluta con un nome nuovo, quello di “piena di grazia” (kecharitomène) (Lc 1,28). “Piena di grazia” è un’espressione rara che ritroviamo poche volte nel contesto biblico. Oltre al passo in esame, lo leggiamo tre volte in alcune traduzioni greche dell’Antico Testamento (non però con la stessa identica formula e neppure con lo stesso significato) e una volta nel Nuovo Testamento (Ef 1,5-6).

Ora, se torniamo al racconto dell’Annunciazione, notiamo che l’angelo Gabriele, designando Maria col nuovo nome di “piena di grazia”, certamente vuole mettere in risalto la sua bellezza e la sua amabilità fisica e morale. Ma intende soprattutto rivelarle la trasformazione interiore, spirituale, che Dio ha già compiuto in lei, per cui lei rimane stabilmente in questo stato. Maria pertanto non risulta solo “graziosa” e non è neppure sufficiente dire che lei “è oggetto del favore di Dio”.
Ma si deve aggiungere che Maria è stata trasformata dalla grazia ed è stata interamente gradita agli occhi di Dio (Lc 1,30). Si noti che il verbo greco è un participio perfetto passivo e, dunque, descrive una situazione nella quale Maria già si trova a vivere: è una trasformazione già realizzata in lei. Ci si chiede ora quale sia questa grazia (di cui Maria è “piena”) e che l’ha trasformata. Certamente non può essere la grazia della maternità divina, perché nel momento dell’Annunciazione la maternità deve ancora compiersi.
Dunque, la grazia che ha trasformato Maria è precedente al messaggio. Cioè, prima ancora che l’angelo le annunci che lei sta per diventare madre, lei è già stata trasformata dalla grazia, è stata “ricolma di grazia” da Dio in vista della sua alta missione. Ed è proprio la missione che costituisce l’oggetto del duplice annuncio dell’angelo:
1. Maria concepirà e darà alla luce il Figlio stesso di Dio (v. 33);
2. Ciò si realizzerà senza la “conoscenza” di un uomo (v. 34), ma per la potenza dell’Altissimo (v. 35).
Dio dunque aveva preparato Maria preservandola dal peccato originale e poi ispirandole il desiderio della verginità. Quindi, l’annuncio dell’angelo “tu concepirai nel tuo seno” (1,31) si riferisce alla concezione verginale; la risposta di Maria (“non conosco uomo”, 1,34) è la conferma del suo stato di verginità. Maria in conclusione è stata preparata da Dio a diventare Madre verginale del Figlio di Dio. Maria è l’Immacolata.