Per riflettere prima della Messa: Battesimo del Signore, domenica 11 gennaio 2026 – Anno A

"Si aprirono i Cieli" Mt 3,13-17

Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Gesù si reca sulle rive del fiume Giordano per ricevere il Battesimo da Giovanni Battista. Viene da Nazaret, dove per circa trenta anni è vissuto avvolto nel silenzio. Un lungo periodo di vita che l’evangelista Luca sintetizza con una semplice e breve espressione: era loro sottomesso (Lc 2,51). Ora Gesù procede a fare un passaggio importante: dalla vita privata a quella pubblica; dal prolungato dialogo orante con il Padre al servizio premuroso di amore per i fratelli. Infatti, con il Battesimo, Egli riceve l’investitura messianica e dà inizio alla sua coinvolgente missione.

Chiesa di San Giovanni Battista Viterbo o del gonfalone Laura Ciulli infinite realtà.itL’innocentissimo Agnello di Dio si mette in fila con i peccatori, confuso tra coloro che realmente avvertono un bisogno urgente di purificazione dai peccati e di una radicale conversione. Anch’Egli si immerge nelle acque per riemergere quale simbolo del vecchio Adamo che viene sepolto nell’acqua e riemerge il nuovo Adamo: purissimo e santo! La celebrazione liturgica dell’Oriente legge così il rito: “Ci ha lavati tutti nel suo corpo; solo si è immerso ma ha rialzato tutto il mondo; solo si è caricato dei peccati di tutti perché in lui i peccati di tutti fossero distrutti”.

“Uscendo dall’acqua si aprirono i cieli”: il Padre mette fine al lungo silenzio e riprende il dialogo di Dio con gli uomini che si era interrotto in seguito alla scellerata ribellione di Adamo; si ode “una voce dal cielo” che proclama Gesù “Figlio prediletto” sinonimo di “unico del Padre”; e scende su di Lui lo Spirito Santo, dove rimarrà in pienezza e stabilmente (Is 11,1-3) e poi sarà diffuso universalmente in tutti i chiamati alla salvezza (At 2,16-21). Il Messia ci legherà così strettamente alla sua missione da risultare “il primogenito di molti fratelli” (Rm 8,29).

Nell’evento del Giordano si configura mirabilmente il nostro Battesimo: anche per noi l’acqua è una tomba in cui viene sepolta una vita di peccati e riemerge una creatura nuova, un essere nuovo, nato da Dio e dunque suo figlio, al quale spetta il Cielo (il Paradiso) come eredità. È l’inizio di una vita nuova, è un germe destinato a crescere e a fiorire per portare frutti abbondanti. Il dono dello Spirito Santo sarà il principio dinamico che accompagnerà fedelmente tutto il cammino della vita nuova finché non giungerà a pienezza.

Nel Battesimo inoltre si fonda pure la futura missione del cristiano. Col crescere e maturare nel cuore e nella vita, egli si renderà responsabile di tutti i suoi fratelli, dato che non si è cristiani solo per sé, ma si vive e si cammina insieme. Ogni cristiano risulta un apostolo. È chiamato a collaborare con Cristo per salvare i fratelli, proclamando a tutti la sua fede sia con la testimonianza silenziosa della vita e sia con la parola. Così il Battesimo non risulterà soltanto un povero documento ingialli- to dal tempo nell’archivio parrocchiale, ma sarà un festoso dono del Padre che ci ha generati alla sua vita divina.

 

 

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