Per riflettere prima della Messa: 8 giugno 2025, Domenica di Pentecoste – Anno C

Il dono dello Spirito Santo Gv 20, 19-23

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. Detto questo mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il padre ha mandato me, anch’io mando voi”.

Dopo aver detto questo, soffiò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”.

Il patriarca ecumenico Atenagora I (1886-1972) arcivescovo ortodosso greco, parlando un giorno dello Spirito Santo lo delineò con la vivacità e la sobrietà propria degli orientali: “Senza lo Spirito Santo Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il Vangelo risulta lettera morta, la Chiesa è una semplice organizzazione, il culto resta un povero arcaismo…Ma nello Spirito Santo il cosmo è mobilitato per la generazione del Regno, il Cristo risorto si fa presente, il Vangelo si fa potenza e vita, la Chiesa realizza la comunione trinitaria, la liturgia è memoriale e anticipazione”. È lo Spirito che attualizza il Cristo e lo rende nostro contemporaneo.

L’evangelista Giovanni contestualizza il “dono” dello Spirito Santo agli Undici nello stesso giorno della Risurrezione. Essi sono rinchiusi nel Cenacolo in preda alla paura “per timore dei Giudei” (Gv 20,19). Ma improvvisamente la paura scompare perché il Risorto cambia radicalmente la loro situazione, dalla paura alla gioia indicibile: “nel vedere il Signore furono pieni di gioia” (Gv 20, 20). Dopo il saluto, mostra le mani e il costato, per confermare che è proprio lui ed è reale tutto ciò che sta accadendo. Subito dopo segue il dono dello Spirito Santo con tre passaggi importanti:

Spirito Santo Basilica di San Pietro. Vaticano 
Infinite realtà.it Laura Ciulli– “Soffiò su di loro” – il soffio creatore

– “Ricevete lo Spirito santo” – il dono dello Spirito

– “Come il Padre ha mandato me…” – l’investitura missionaria

Il soffio è un gesto simbolico per indicare la comunicazione di una vita nuova, una creazione nuova. È noto anche altrove questo verbo: “Dio plasmò l’uomo e soffiò nelle narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (Gen 2,7; Ez 37,9). Gesù, donando lo Spirito, fa comprendere che si tratta di una nuova creazione. Come Dio aveva soffiato in Adamo per dargli la vita, così ora soffia sull’uomo morto per il peccato e lo mette a nuovo come essere che partecipa alla vita dello Spirito.

“Ricevete lo Spirito Santo!”. Sarebbe meglio tradurre il verbo con prendete o accogliete. Il verbo greco lascia chiaramente intendere che lo Spirito non è soltanto dato e ricevuto passivamente. Non è presenza inerte. Tutt’altro! Si richiede una intensa collaborazione, una intenzionale disponibilità ad accogliere il dono. Si richiede una febbrile sinergia tra Gesù, lo Spirito e il discepolo. Poi lo Spirito accolto, vuole risultare il principio attivo di una vita nuova.

Questo grande evento è finalizzato alla costituzione della Chiesa come una comunione di fratelli, i quali si aprono al mondo intero per evangelizzarlo. Ne segue di qui che la Chiesa è per sua natura missionaria, è aperta al dialogo con tutte le culture; per questo si lancia nelle strade del mondo per recare il Vangelo, per annunciare un messaggio che rinnova, coinvolge, interpella, incoraggia, inquieta, sostiene… Lo Spirito Santo oggi non ci vuole nelle retrovie, ma negli avamposti della Chiesa

Non copiare il testo!