Minori in Bosnia, situazione drammatica. L’appello di Save the Children

Una notizia drammatica, di quelle che lasciano con l’amore in bocca, veramente.

Perché  non si può essere insensibili, non ci si può girare dall’altra parte, perché siamo cittadini del mondo, perché “gli altri siamo noi”, od almeno dovrebbe essere così.

Sono circa 50 i  minori migranti non accompagnati, che stanno dormendo all’addiaccio o nella migliore delle situazioni, in ripari di fortuna in Bosnia-Erzegovina.

Non hanno aiuti, supporto, protezione e quindi, con gravi rischi per la loro salute, ma anche per la loro stessa vita.

Nel terribile dramma delle migliaia di migranti e rifugiati rimasti  bloccati lungo la rotta balcanica, si aggiunge quello dei minori non accompagnati e che non sono ospitati nei centri di accoglienza.

Lo ha denunciato Save the Children, l’organizzazione che da oltre 100 anni, è in prima linea per salvare i bambini a rischio e, quindi, garantire loro un futuro.

Al freddo, al gelo, sotto la neve, in campi oppure in edifici occupati abusivamente, senza un adulto. All’addiaccio, insomma.

In poche parole è quello che stanno subendo e sopportando questi minori, nella speranza di giungere presto in Europa.

Tra freddo e Covid-19 i giovani passano il tempo all’aperto, notte e giorno, con le temperature che scendono sotto zero la notte. Oltretutto, sono esposti anche al rischio di abusi e violenze, tra scarso cibo, servizi igienici, senza istruzione, o quasi. 

Il numero di posti disponibili per rifugiati e migranti in Bosnia-Erzegovina è notevolmente diminuito.

Save children

Save the Children sollecita  che i minori migranti non accompagnati, che vivono per  strada in Bosnia-Erzegovina possano essere registrati e protetti.

Non possono e non devono rimanere invisibili e soprattutto non possono e non devono vivere in condizioni di estrema vulnerabilità.

Servono strutture per accoglierli, non si può aspettare che muoiano di fame o di freddo, o  subiscano violenze.

Andrea Zeravcic, la  direttrice di Save the Children in Bosnia-Erzegovina, in un comunicato di Save the Children ha dichiarato infatti: “È fondamentale garantire il loro accesso alla protezione, alla salute e agli altri servizi fondamentali”.

Foto tratte dal web

 

 

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