“Giovanni Brusca è libero!?
“Chi è Giovanni Brusca oggi!?
Chi sarà Giovanni Brusca adesso da uomo “libero”?!”.
Scrive così Brizio Montinaro, fratello di una delle vittime della terribile strage di Capaci nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo anche lei magistrato e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo e 23 feriti, fra i quali gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza.

Perché Giovanni Brusca, il boss mafioso che ha premuto il telecomando a Capaci, l’uomo che ha fatto sciogliere nell’acido il piccolo Giuseppe Di Matteo il figlio tredicenne del collaboratore Santino Di Matteo, ha lasciato il carcere di Rebibbia dopo 25 anni, per fine pena, a 64 anni.
Lui che è stato il fedelissimo del capo dei capi di Cosa nostra, Totò Riina, prima di diventare un collaboratore di giustizia, con 45 giorni di anticipo rispetto alla scadenza della condanna, è uscito. Si chiama ‘fine pena’.
“Potrà Giovanni Brusca vivere fino alla fine dei suoi giorni da incolume pensionato in regime di libertà “vigilata”?”, continua a commentare Brizio Montinaro.
Libero, e la sua scarcerazione, ovviamente, ha suscitato forti reazioni nel mondo politico italiano e non solo. Libero, perché gli sono stati semplicemente applicati i benefici previsti per i collaboratori, cosiddetti “affidabili”.
“Umanamente è una notizia che mi addolora, ma questa è la legge, una legge che peraltro ha voluto mio fratello e quindi va rispettata“, ha commentato Maria Falcone, la sorella del giudice Falcone.
“A noi resta solo la forza del vero cambiamento…quello che parte dalle nostre azioni…ieri, adesso…domani”, come ha scritto Brizio Montinaro.
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