La scrittrice e poetessa Rita Pacilio: “Con la forza del cuore possiamo narrare e interpretare i sentimenti universali”

Un romanzo profondo, che non si tira indietro davanti a tematiche fondamentali di cui non si parla mai abbastanza quali l’inclusione, la diversità e l’incontro virtuale, toccando sentimenti forti in cui riconosciamo nitidamente l’amore, la rinuncia, la paura, l’umiliazione, la vergogna e la privazione.

Rita Pacilio, Cosa rimaneCon queste parole potremmo sintetizzare Cosa rimane, pubblicato con Augh Edizioni per la collana Frecce ed esordio narrativo della poetessa e scrittrice Rita Pacilio, tradotta nel corso della sua carriera letteraria in greco, romeno, francese, arabo, inglese, spagnolo, catalano, georgiano e napoletano.

Rita, il titolo Cosa rimane potrebbe far pensare a qualcosa o qualcuno che resta dopo tutto e dopotutto o, al contrario, a quello che rimane ancora da fare, da sistemare. Quale delle due accezioni è corretta per ben interpretare la tua opera?

Ogni confine e ogni contorno della storia di Lorena è un rimanere fino alla prossima occasione. Restare in piedi dopo una battaglia persa, rimanere attaccati alla vita dopo il dolore, rimanere nella conciliazione con se stessi camminando senza fretta dopo aver provato vergogna per gli errori commessi è davvero difficile e complicato! Comunque, controllare il vuoto interiore, cambiare strada quando ci si sente abbandonati, ricominciare e ricostruire dopo essere stati travolti dalle frane emotive è sempre motivo di rinascita per chi nella prova percepisce il momento irripetibile della scoperta. Infatti, a mio avviso, esiste sempre un nuovo mondo a cui far aderire perfettamente le proprie speranze, chi siamo veramente. Non so se ho risposto alla domanda.

Sì, lo hai fatto. Che emozioni hai provato durante la stesura e quando hai scritto l’ultima parola?

Quando ho scritto la storia di Lorena ero molto presa dalle immagini e dalle similitudini delle parole a cui volevo corrispondesse l’aspetto sociale attingendo forza nelle debolezze e fragilità umane. Mi preoccupavo di non essere didascalica e moralistica, di non appesantire la trama scolpendo il quotidiano dei personaggi, il loro accordo con i desideri definendo il carattere di ciascuno. Insomma, mi sono concentrata sulla ricerca delle parole giuste e precise usando la prepotenza del cuore per riuscire a narrare e interpretare i sentimenti universali. Mi sono accorta di aver terminato quando finalmente ho trovato una luce fioca ma sublime che mi ha permesso di accompagnare la protagonista verso il rispetto dell’incommensurabile che per me rappresenta la visione della percezione della verità: quella meravigliosa ringhiera alla fine della terrazza da cui è possibile guardare l’immensità sia nel profondo che nell’altezza. Una catarsi.

C’è un personaggio che ti è particolarmente caro?

Clara. È lei che rappresenta l’enigma e la risposta. Mi piace il suo continuo interrogarsi sulla vita e sui significati del mondo. Mi piace la sua intelligenza e, anche se non condivido tutte le sue scelte, apprezzo il suo percorrere un itinerario umano che è allo stesso tempo di perdizione e salvazione.

Hai descritto in maniera tanto analitica quanto profonda la psicologia di personaggi anche maschili. Ti è stato facile indagare l’animo dell’altro sesso o è stato arduo mettersi nei suoi panni?

Il mondo maschile suggerisce sempre un ragionamento prospettico: in realtà, ho cercato con tutta me stessa di non cadere nei luoghi comuni, ma di interpretarne la causa, il perché. La mia ricerca e lo studio dell’animo umano vuole essere un percorso formativo, una possibilità che possano aprirsi nuove strade non ancora conosciute. Infatti, ho interrogato amici, conoscenti. Li ho osservati molto. Empaticamente ho cercato di giustificarli, comunque, comprenderli pienamente. Questa operazione mi ha aiutato molto.

Veniamo, ora, a Rita come lettrice: quali libri ci sono attualmente sul tuo comodino?

Sul mio comodino ci sono da sempre Le confessioni di Sant’Agostino. Ultimamente ho ripreso a leggere le Lettere a Milena di Kafka, le Operette Morali di Giacomo Leopardi, Vicino al cuore selvaggio di Lispector e il saggio di Raffaele Urraro Il romanzo familiare di Pierfrancesco Leopardi.

Infine, quale libro sorprenderebbe i tuoi amici e familiari se lo trovassero nella tua biblioteca?

Un libro di fantascienza, uno qualunque: è un genere che non mi incuriosisce. Almeno per il momento.

Rita Pacilio

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