Fulvio Pulcinelli, a Fabrica di Roma la dedicazione del piazzale del nuovo Cimitero alla Guardia di P.S.

Oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi”, si era espresso così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un suo messaggio, a proposito delle vittime della follia delle Foibe. 

E Fabrica di Roma non dimentica. Non dimentica un suo figlio vittima della ferocia dei partigiani comunisti di Tito. Si chiamava  Fulvio Pulcinelli, era una  guardia di P.s., nato a  Fabrica di Roma (VT), l’11 marzo 1923, da Francesco e Anetrini Annunziata.

Il prossimo giovedì 24 settembre, alle 10:00, sul piazzale dove si trova il monumento che raffigura l’immagine di san Michele Arcangelo, in onore ai caduti della Polizia di Stato, ci sarà una cerimonia nella quale sarà dedicato a Fulvio Pulcinelli, il piazzale antistante il nuovo Cimitero comunale. 

L’intitolazione del piazzale a questo eroe della Tuscia ed  onore della Polizia è stata fortemente voluta dall’Associazione Nazionale Polizia di Stato, sezione di Fabrica di Roma e dal sindaco  Mario Scarnati. 

 Saranno presenti le Autorità civili e militari, la Fanfara a cavallo della Polizia ed anche una rappresentanza della Sezione Anps Viterbo e del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo

Fulvio Pulcinelli
Fulvio Pulcinelli

Fulvio Pulcinelli aveva frequentato la Scuola Agenti di P.S. di via Guido Reni a Roma, matricola 64823. 

Successivamente, nell’aprile 1943, diventa Guardia di P.S. ed è trasferito alla Questura di Zara, alla Compagnia Mobile.

Durante l’armistizio, viene preso dai partigiani comunisti, insieme ad altri colleghi. Era operativo alla Questura di Spalato, ma gli uomini feroci di Tito entrando a Spalato, approfittando del caos che c’è in giro, si rendono  protagonisti di efferati gesti inauditi. Lo catturano tra il 19 ed il 24 settembre del 1943 e lo fucilano insieme a tanti ostaggi italiani, dietro il Cimitero di San Lorenzo a Spalato. Dopo li gettano in tre distinte fosse comuni. Sono trucidati 10 carabinieri, 11 guardie di finanza, 41 poliziotti, tra i quali anche tra il Vicequestore Castellini  Paride di 55 Anni e circa 250 civili.

I poveri resti delle vittime rivelano segni di sevizie, alcuni di loro sono persino marchiati a fuoco con le stelle a cinque punte. Eroi silenziosi  abbandonati e lasciati tra le grinfie di feroci aguzzini dal generale Becuzzi,  insieme al suo Stato Maggiore Divisionale.

L’8 settembre del 1943 Fulvio Pulcinelli viene dichiarato “irreperibile” a Spalato, dal Distretto Militare di Viterbo.

Successivamente viene redatto un “verbale di irreperibilità” dai Carabinieri della Stazione di Fabrica di Roma. È il 21 maggio 1948. Il cadavere di Fulvio Pulcinelli non sarà mai ritrovato. 

Un italiano, un poliziotto, uno dei tanti  “martiri delle Foibe, vittime innocenti dell’odio dei comunisti slavi“, come li ha definiti tempo fa Maurizio Federici, presidente del “Comitato 10 Febbraio”.

 

 

 

 

 

 

 

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