Fratel Biagio, il san Francesco dei poveri di Palermo

Fratel Biagio è ritornato al Padre. Il “san Francesco dei poveri di Palermo”, come tutti lo chiamavano, è morto lo scorso 12 gennaio, tra i volontari e gli ospiti della Comunità che aveva fondato, oltre ad altri tre centri nella zona.

Soffriva da tempo per un  tumore al pancreas che lo ha minato nel fisico, portandolo alla morte. Nel 2004, invece, quando non riusciva più a camminare, era guarito a Lourdes, accompagnato dalle preghiere della città, dove era nato il 16 settembre 1963, da una famiglia di agiati imprenditori edili.

La sua ricerca della verità, della pace, accompagnata da un netto distacco dalla vita consumistica e materialistica, lo porta a mollare tutto all’età di 26 anni, con il proposito di non tornare mai più. Inizia, così, la sua esperienza come eremita tra le montagne, i laghi, i fiumi, immerso nella natura della Sicilia. È il momento di vivere con il Signore, camminando e purificandosi tra meditazione e preghiera. Si sposta ed arriva persino da San Francesco ad Assisi, il suo ispiratore, che aveva consacrato la vita a Dio ed al prossimo senza riserve. Questo viaggio nella cittadina umbra arriva alla ribalta della cronaca nazionale, per gli appelli della sua famiglia alla trasmissione Rai “Chi l’ha visto?”, condotta da Federica Sciarelli. Biagio risponde, ma continua il suo percorso esistenziale, non ritorna dai genitori.

In questa nuova vita, in questa rinascita Fratel Biagio incontra il volto di Cristo nei poveri, negli emarginati e sente nascere un lui l’idea di un santo progetto: la missione. Digiuni, sacrifici offerti per i poveri, per gli esclusi dalla società sempre più effimera e consumistica, perché ci fosse solidarietà nei loro riguardi, tanto da essere criticato per la sua posizione. Barboni, alcolisti, vagabondi, stranieri diventano i suoi fratelli, la sua famiglia.

Fratel Biagio
Fratel Biagio

Inizia, così, la Missione di Speranza e Carità, coadiuvato dal fedele amico don Pino Vitrano, che rimane con lui fino alla morte.

Una testimonianza semplice eppure così forte e significativa: abbandonarsi al Signore, servendoLo negli ultimi, che ha tolto dalla strada, restituendogli la dignità. Ad ognuno di loro ha fatto capire quanto fossero preziosi agli occhi di Dio, mettendo in pratica il Vangelo giorno per giorno. Non a caso Fratel Biagio diceva: “Questa è la giusta risposta: aiutiamo il nostro simile, i più poveri; il povero ha bisogno del ricco ma anche il ricco ha bisogno dell’aiuto e della manodopera del povero“.

Basti pensare che quando nelle strade di Palermo, nel 2018, morirono alcuni senzatetto il Frate laico per protestare contro questa situazione, decide di dormire sotto i portici del palazzo delle Poste centrali. Inizia, infatti, uno sciopero della fame che dura dieci giorni, fino a quando la Regione decide di finanziare l’ampliamento della missione di via Decollati e nell’ex caserma aeronautica. Nasce, così,  “La cittadella del povero e della speranza“, ossia una nuova struttura in grado accogliere i profughi che  sbarcano sulle coste della Sicilia.

Una testimonianza forte e significativa, questa di Fratel Biagio: abbandonarsi al Signore, servendoLo negli ultimi, che ha tolto dalla strada, restituendogli la dignità. Ad ognuno di loro ha fatto capire quanto fossero preziosi agli occhi di Dio, mettendo in pratica il Vangelo giorno per giorno. Ora da Lassù, contemplando il volto di Dio ancora una volta ci dirà: “Pace e speranza a voi tutti fratelli e sorelle“.

Foto tratte dal web

 

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