Femminicidio Genova, la vittima si era già pagata il funerale

Avrebbe compiuto settant’anni il prossimo 14 settembre Clara Ceccarelli, l’ennesima vittima di femminicidio, questa volta a Genova.

Trenta coltellate, il terribile epilogo di una storia chiusa con  il suo carnefice, Renato Scapusi, che ha   iniziato a perseguitarla subito dopo la fine della relazione, un anno fa.

La commerciante che gestiva da anni la pantofoleria “Jolly Calzature”, in via Colombo, lascia un figlio disabile ed un padre anziano.

Quello che è emerso nelle ultime ore è a dir poco agghiacciante.

Secondo quanto riferito dal suo commesso brasiliano che l’aiutava saltuariamente, la vittima alcuni giorni fa si era pagata il funerale, perché forse aveva intuito che sarebbe finita male e non voleva gravare sul figlio e sull’anziano padre.

Ieri pomeriggio davanti al negozio di Clara le attiviste di Non una di meno e del Centro antiviolenza Mascherona si sono incontrare per far sentire, ancora una volta la loro voce, per dare voce alla povera vittima di questa tragedia, in quella via tappezzata di fiori e messaggi per Clara. 

Femminicidio Genova

In uno striscione è scritto: “Basta chiamarlo raptus, basta chiamarlo delitto passionale“, mentre  è stata disposta dal pubblico ministero Giovanni Arena, la perizia psichiatrica sull’assassino.

Lunedì prossimo il  medico legale Lucrezia Mazzarella eseguirà l’autopsia.

Saranno le indagini ad accertare, comunque, se i servizi sociali e di igiene mentale si sono presi in carico l’omicida Renato Scapusi, visto che aveva tentato quattro volte di suicidarsi. Il 59enne è accusato di omicidio volontario aggravato.

Foto tratte dal web

 

 

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