Decreto di Natale, le nuove misure del Cdm

Giuseppe Conte ha presentato  il Decreto Natale per gestire l’emergenza Covid.

Nella conferenza stampa di ieri, 18 dicembre, il premier  ribadisce che si può uscire solo per ragioni di lavoro, necessità e salute. 

“Un minimo di socialità” è consentito, tanto da poter ricevere nella propria abitazione fino a due persone non conviventi

 L’Italia, dunque, sarà zona rossa in tutti i festivi e prefestivi fino al 6 gennaio, con negozi, bar e ristoranti chiusi.

Queste misure sono necessarie, perché altrimenti secondo quanto dichiarato da Conte “andremo incontro a grossi rischi”.

Per quanto riguarda la grave situazione degli esercenti ha detto: “Abbiamo disposto un ristoro immediato di 645 milioni di euro per ristoranti e bar”. 

Il rischio previsto dal governo è che i pranzi e le cene legati alle festività natalizie possano scatenare la terza ondata per gennaio.

Per il premier Conte si tratta di una “Decisione sofferta, il decreto è un punto di equilibrio tra la stretta necessaria e le deroghe necessarie in considerazione dell’importanza sociale e ideale che queste festività hanno nella nostra comunità nazionale”. 

È prevista una zona arancione negli altri giorni.  L’intero territorio nazionale sarà, dunque, zona arancione i giorni 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio. In questi giorni ci si potrà spostare esclusivamente all’interno del proprio Comune senza giustificarne il motivo. Per venire incontro a comuni fino a 5000 abitanti fino a 30 chilometri, ma non nei capoluoghi di provincia. Rimangono chiusi bar e ristoranti tranne che per asporto e consegne a domicilio, mentre i negozi saranno aperti fino alle 21.

Il governo non prevede il vaccino obbligatorio. Conte ha affermato: “Lo offriamo facoltativamente, ma abbiamo già iniziato a promuovere una campagna per spiegare che il vaccino e’ testato dalle istituzioni più qualificate in Europa. Sarà un vaccino sicuro, sarà offerto a tutti e speriamo tutti si predispongano a farlo”.

Per quanto riguarda il fronte della scuola c’è la speranza di riprendere a gennaio. “Abbiamo programmato al momento un recupero della didattica in presenza al 7 gennaio”, ha affermato il presidente Conte.

Inoltre, ha ribadito che le misure del governo hanno funzionato grazie alla responsabilità dei cittadini. E’ un metodo che ci ha evitato il lockdown generalizzato”.

Le uscite sono permesse solo con l’autocertificazione ed ha aggiunto: “Non entriamo in casa degli italiani. Il divieto è stato concepito come limite alla circolazione nella zona rossa. Stiamo prevedendo forti limiti alla circolazione”

Toccato anche il fattore decessi dove il premier ha affermato che  “restano una ferita per tutta la comunità internazionale”. Per Conte dipendono da molti fattori e siamo “i secondi più anziani, dopo il Giappone. Con gli scienziati stiamo studiando le risposte, ma qui la politica si ferma e lascia spazio alla scienza”.

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