Covid Roma, Musica nelle Chiese con l’Orchestra di Piazza Vittorio in concerto

PDa molti mesi stiamo vivendo una situazione difficile e molto pesante, in tutti i sensi.

La pandemia ha ridotto notevolmente il numero di spettacoli ed iniziative. Con l’emergenza Covid-19 ci sono migliaia di posti di lavoro che saltano proprio in questo settore.

Purtroppo tanti validi musicisti sono a casa e  si trovano, quindi, in gravi difficoltà lavorative.

Eppure a Roma è partita una iniziativa che tra l’altro è stata rilanciata anche dall’Osservatore romano. 

Tutto nasce da un’idea del poeta Nicola Bultrini e cioè di organizzare giornate di musica nelle chiese di Roma. Ora più che mai è importante dare un segno di speranza, anche ai musicisti che vivono grazie alla loro attività concertistica. 

Tre parroci hanno accolto questa proposta e lo scorso 1 novembre proprio l’Orchestra di Piazza Vittorio si è esibita dal vivo.

Orchestra di Piazza Vittorio, Roma

L’ensamble multietnica, nata nel 2002 all’interno dell’Associazione Apollo 11, in forma ridotta, è stata accolta da Monsignore  Pietro Sigurani, Basilica di Sant’ Eustachio, dove da anni le persone più fragili e senza fissa dimora sono aiutate con iniziative come “Il pranzo dei poveri”, Don Elio Lops della Basilica dei Santi Vitale e Compagni Martirie  e Don Manlio Asta della Chiesa di Sant’Ippolito Martire.

Queste chiese sono gli spazi ideali per accogliere i musicisti che darebbero un alto contributo alla qualità della musica liturgica.

L’Orchestra di Piazza Vittorio è senza ombra di dubbio un’eccellenza, una realtà unica con i suoi musicisti provenienti da tutto il mondo. Chi vi scrive ha avuto l’opportunità di sentirli in occasione dell’inaugurazione della stagione della Filarmonica romana nel 2015 al Teatro Olimpico, con il Don Giovanni di Mozart. Meravigliosi.

La musica sacra ha un’alta carica di spiritualità. Del resto, Papa Francesco nel settembre 2019, ricevendo in Udienza l’Associazione Italiana Santa Cecilia aveva detto: “Non solo, ma la musica sacra – e la musica in genere – crea ponti, avvicina le persone, anche le più lontane; non conosce barriere di nazionalità, di etnia, di colore della pelle, ma coinvolge tutti in un linguaggio superiore, e riesce sempre a mettere in sintonia persone e gruppi di provenienze anche molto differenti”.

Foto tratte dal web

 

 

 

 

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