Bologna, 4 gennaio 1991: trent’anni fa la strage del Pilastro

222 proiettili esplosi  il 4 gennaio 1991, alla periferia di Bologna.

È la terribile strage del Pilastro dove morirono in un agguato tre giovani Carabinieri, massacrati dalla ferocia della banda della Uno bianca.

Si chiamavano Andrea Moneta, Mauro Mitilini ed Otello Stefanini.

A trent’anni dal loro eccidio  Ludovico Mitilini, il fratello di Mauro, chiede di riaprire le indagini. È  convinto che manchino degli importanti tasselli alla ricostruzione della vicenda. 

Lati oscuri, che vanno scoperti, attraverso la richiesta formale di alcuni familiari che portano questo peso, questo dolore per la mancanza dei loro cari.

La Banda della Uno Bianca  alla  fine degli anni Ottanta  è stata capace di seminare un’ondata di morte, terrore e dolore nelle zone tra  Bologna, Forlì e Pesaro.
Una gang criminale che ha operato una serie di omicidi, rapine, tentate rapine, all’apparenza immotivati, composta dai 3 fratelli Savi, due dei quali poliziotti  e da altri tre agenti della Polizia.

 A questa banda sono stati attribuiti: l’omicidio della guardia giurata Giampero Picello, l’omicidio della guardia giurata Carlo Beccari, l’omicidio di due carabinieri in pattuglia a Castelmaggiore, i quattro tentati omicidi di guardie giurate e l’omicidio immotivato del pensionato Adolfino Alessandri, l’omicidio di Primo Zecchi, gli omicidi di Luigi Paschi e Paride Pedini, l’omicidio di tre giovani carabinieri in pattuglia nel quartiere Pilastro a Bologna, l’omicidio di Claudio Bonfiglioli, il duplice omicidio nell’armeria di via Volturno a Bologna, l’omicidio del benzinaio Graziano Mirri, quello del fattorino Massimiliano Valenti e del bancario Ubaldo Paci, come riportato dalle cronache dell’epoca. 

Un periodo di ferro e sangue, dove chi aveva una Uno bianca era spesso fermato dalle Forze dell’ordine.

Otto lunghi anni seminando terrore a bordo di un’auto all’epoca molto diffusa, quindi facile da trovare, rubare ed ideale per passare inosservati. Una specie di firma di queste azioni criminose.

Dei tre fratelli Savi, Roberto è il nucleo, la cellula. È un poliziotto presso la Questura di Bologna dove, quando viene  arrestato, aveva il grado di assistente capo e ricopriva il servizio di operatore  nella centrale operativa.

Bologna, Strage del Pilastro

Il 4 gennaio 1991 la banda di criminali si trova nel quartiere di Bologna per caso, quando la loro auto viene superata da una pattuglia dell’Arma. Credendo si tratti del  tentativo di registrare il loro numero di targa, i criminali decidono di eliminare i carabinieri. Non lasciano scampo a quei poveri ragazzi: una carneficina.

Le sanguinose vicende di questo gruppo terminano soltanto nel  novembre del 1994, quando vengono arrestati grazie  a due poliziotti della Questura di Rimini: Luciano Baglioni e Pietro Costanza.

Termina così la lunga scia di azioni criminali, con una serie  di indagini macchiate dal sospetto del silenzio e del depistaggio.

I cinque componenti finiscono in manette, con alle spalle 103 azioni criminali, 102 feriti e 24 morti.

Foto tratte dal web

 

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