Bellaria, Donatella Selis presidente Avis Lazio alla 89° Assemblea nazionale

Un importante appuntamento di aggregazione, di scambio e di arricchimento tra i soci Avis, Associazione Volontari Donatori Sangue si è vissuto in questi giorni a Bellaria Igea Marina.

Mentre l’immensa macchina del volontariato, degli aiuti è in azione per soccorrere gran parte dell’Emilia Romagna duramente colpita dalle devastanti alluvioni della scorsa settimana, con un grave bilancio di 15 vittime e danni ingenti, l’Avis ha voluto celebrare l’89° Assemblea nazionale proprio in questa terra, che con grande tenacia sta reagendo e sta sollevando il capo.

Palacongressi Bellaria Igea Marina Assemblea nazionale Avis
Palacongressi Bellaria Igea Marina

Un atto di solidarietà in questa kermesse dal 26 al 28 maggio che nell’accogliente Palacongressi di Bellaria Igea Marina ha registrato una massiccia rappresentanza di soci e Delegati da ogni regione d’Italia, dal titolo “Diamo di più“, che assume un valore molto profondo e significativo, all’indomani dell’emergenza alluvione.

Gianpietro Briola, presidente Avis nazionale
Gianpietro Briola, presidente nazionale Avis

Proprio sabato 27 maggio la giornata si è aperta con l’intervento dei vari Presidenti di Regione che hanno preso la parola sul palco alla presenza del presidente nazionale Gianpietro Briola, di Raffaele Donini, Assessore politiche per la salute Regione Emilia Romagna e di Vincenzo De Angelis, Direttore generale Centro Nazionale Sangue.

Donatella Selis 89°Assemblea nazionale Avis Bellaria

Tra loro anche la presidente Regionale Avis Lazio Donatella Selis che, come i suoi colleghi, nel suo discorso ha rinnovato la vicinanza e la solidarietà alla popolazione, condividendo il dolore per la dura prova che sta affrontando con determinazione e tanta forza.

Donatella Selis, Gianpietro Briola La Selis ha sottolineato come questo particolare momento storico ‘impone una serie riflessione sugli avvenimenti che sia direttamente che indirettamente ci coinvolgono“.

Ricordando la drammatica emergenza sanitaria del Covid-19, ora con il superamento della fase di restrizione pandemica, ha portato l’assemblea in sala a riflettere sulla situazione generata dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. La presidente Regionale Avis Lazio ha sottolineato, infatti, come questo particolare momento storico “impone una serie riflessione sugli avvenimenti che sia direttamente che indirettamente ci coinvolgono“.

Donatella Selis 89°Assemblea nazionale Avis BellariaNel suo discorso emerge il vero spirito Avisino, dove “l’appartenenza associativa l’essere donatore anonimo di sangue l’essere disponibile in modo incondizionato nell’aiutare l’altro col dono di qualcosa di sé senza chiedersi che l’altro sia, che religione professi se sia ricco o povero che ideologia politica abbia, o di che colore abbia la pelle o ancora se sia maschio o femmina“, rappresenti un efficace modo per consolidare la pace, soprattutto in questo contesto così drammatico, che si sta ripercuotendo da troppo tempo anche in Europa.

Gianpietro Briola, presidente nazionale Avis, Donatella Selis presidente Avis regionale Lazio
Gianpietro Briola, presidente nazionale Avis, Donatella Selis presidente Avis regionale Lazio

Ed è proprio la stessa Selis ad esprimere il proprio plauso per “l’impegno profuso da Avis Nazionale riguardo il superamento di ogni ambiguità circa il concetto di gratuita della donazione del sangue e  degli emocomponenti“.

Donatella Selis 89°Assemblea nazionale Avis BellariaTra le varie tematiche affrontate da Donatella Selis prevale quella relativa all’indicazione della parità di genere nella rappresentanza in Consiglio” che nonostante sia mossa da spirito nobile per favorire la concreta partecipazione di tutti, è ritenuta dalla  Presidente “una norma pleonastica da un lato e potenzialmente imbrigliante dall’altro. Pleonastica perché come tutti sanno l’adeguamento del d. lgs. 117/ 201 7 già prevede la necessità di promuovere l’accesso agli ordini direttivi di tutti senza distensione alcuna. Imbrigliante perché l’inserimento di una norma che stabilisce le quote di rappresentanza impone la necessità di soddisfare tale requisito rischiando l’ingresso di persone che non abbiano voglia o peggio che non abbiano la preparazione adeguata. In definitiva riteniamo che una persona non debba essere valorizzata per il proprio sesso ma per la propria voglia di fare e per le proprie competenze“.

Donatella Selis

 

 

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