Assisi, il presidente Mattarella: “Pace, libertà, giustizia, democrazia si difendono con strumenti di pace, di libertà, di giustizia, di democrazia”

Il discorso del presidente Mattarella in occasione delle celebrazioni in onore di San Francesco

Lo scorso 4 ottobre in occasione delle celebrazioni in onore di San Francesco patrono d’Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo la Messa officiata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, ha tenuto il discorso alla nazione. Nel corso della celebrazione liturgica nella Basilica superiore ha acceso la tradizionale lampada votiva.

Assisi, San Francesco. Cardinale Zuppi e Sergio Mattarella

Ecco, di seguito, il discorso del presidente Mattarella:

“È con questo senso di comunità che ci rivolgiamo nuovamente, con il nostro pensiero, ai tanti concittadini che non ci sono più, ai familiari che ancora li piangono, a coloro che – nei giorni più terribili – non hanno avuto neppure il conforto di un parente al capezzale o di un funerale.

La pandemia non è definitivamente sconfitta, anche se l’azione dei vaccini e la risposta responsabile degli italiani ne hanno frenato l’espansione, ne hanno ridotto grandemente la pericolosità e hanno salvato la vita a decine di migliaia di persone.

Vi sarà ancora bisogna di intelligenza collettiva e responsabilità.

Il magistero di Francesco d’Assisi ha un preminente valore religioso, che le istituzioni della democrazia hanno il dovere di rispettare.

Contiene, tuttavia, anche un messaggio che al di là della fede interroga ciascuno: Francesco attribuiva maggiore importanza alla coerenza dei comportamenti piuttosto che alle parole che li descrivono e li interpretano.

Il Vangelo sine glossa di Francesco ne costituisce un esempio.

La sua vita, la sua Regola ne sono state ulteriori illuminanti dimostrazioni.

Più che le parole i comportamenti parlano; e la coerenza è la modalità, la condizione per dialogare in modo autentico.

Le religioni – tutte – hanno responsabilità nella costruzione della pace. Scavano fossati quando legittimano la violenza e il sopruso, se giustificano comportamenti di morte.

Diventano straordinari vettori di riconciliazione e di crescita quando professano con determinazione lo spirito del dialogo e dell’accoglienza, quando riconoscono l’umanità nell’uomo, in ogni persona, anche in quelle di altri fedi.

Abbiamo bisogno dello spirito di Assisi; e che si propaghi!

Pace, libertà, giustizia, democrazia si difendono con strumenti di pace, di libertà, di giustizia, di democrazia.

I mezzi sono parte dei fini; e devono essere con essi coerenti.

Ci avviciniamo all’ottocentesimo anniversario della morte di Francesco d’Assisi.

A lui guardiamo come a uno dei padri della nostra civiltà, come a un visionario che plasma la realtà, capace di indicare un percorso verso un futuro al quale intendiamo essere fedeli.

Un futuro migliore!

È questo, oggi, da Assisi, l’augurio per l’Italia e per il mondo”.

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