Armido Rizzi, nel ricordo di Peppe Sini

Il 17 agosto ci ha lasciato Armido Rizzi, teologo della liberazione, costruttore di pace, amico della nonviolenza.
Era nato nel 1933, teologo, filosofo, antropologo, si era posto con tutto il suo essere all’ascolto e alla sequela dell’uomo di Nazareth, dalla parte dei poveri, per la liberazione dell’umanita’ intera da ogni violenza, da ogni oppressione, da ogni ingiustizia.
Interprete profondo e appassionato delle Scritture, della condizione e della storia umana, ha tenuto corsi e scritto libri fragranti e nutrienti come il pane, ha intensamente vissuto esperienze di solidarieta’ e di condivisione nel segno dell’agape e della koinonia.

Armido RizziE’ stato un maestro saggio e sapiente, amichevole e accudente; e generoso e coraggioso, umile e misericorde, un compagno di cammino – di sofferenze, di lotte, di speranze – di tutte le oppresse e gli oppressi nell’impegno comune per il b! ene comune.
Con gratitudine che non si estingue lo ricordiamo.
Anche nel suo ricordo prosegue l’impegno nonviolento contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.
Anche nel suo ricordo prosegue l’impegno nonviolento per i diritti umani di tutti gli esseri umani e per la difesa dell’intero mondo vivente.
Anche nel suo ricordo prosegue l’impegno nonviolento contro un modo di produzione e un’organizzazione sociale che per soddisfare l’avidita’ onnicida di una esigua minoranza di privilegiati violenta e distrugge e denega la vita, la dignita’ e i diritti dell’intera umana famiglia.

Anche nel suo ricordo e alla sua scuola continuiamo qui e adesso nell’impegno nonviolento affinche’ si realizzino immediatamente quattro semplici indispensabili cose:
1. riconoscere a tutti gli esseri umani in fuga da fame e guerre, da devastazioni e dit! tature, il diritto di giungere in salvo nel nostro paese e nel! nostro continente in modo legale e sicuro, ove necessario mettendo a disposizione adeguati mezzi di trasporto pubblici e gratuiti; e’ l’unico modo per far cessare la strage degli innocenti nel Mediterraneo ed annientare le mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani;
2. abolire la schiavitu’ e l’apartheid in Italia; riconoscendo a tutti gli esseri umani che in Italia si trovano tutti i diritti sociali, civili e politici, compreso il diritto di voto: la democrazia si regge sul principio “una persona, un voto”: un paese in cui un decimo degli effettivi abitanti e’ privato di fondamentali diritti non e’ piu’ una democrazia;
3. abrogare tutte le disposizioni razziste ed incostituzionali che scellerati e dementi governi razzisti hanno nel corso degli anni imposto nel nostro paese; si torni al rispetto della legalita’ costituzionale, si torni al rispetto del diritto internazionale, si torni al rispetto dei diritti umani di tut! ti gli esseri umani;
4. formare tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine alla conoscenza e all’uso delle risorse della nonviolenza; poiche’ compito delle forze dell’ordine e’ proteggere la vita e i diritti di tutti gli esseri umani, la conoscenza della nonviolenza e’ la piu’ importante risorsa di cui hanno bisogno.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e’ il primo dovere.
Siamo una sola umanita’ in un unico mondo vivente casa comune dell’umanita’ intera.
Sii tu l’umanita’ come dovrebbe essere.
Chi salva una vita salva il mondo.

Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

Mittente: “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo,

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