Alcide De Gasperi padre fondatore della Repubblica e leader storico della Democrazia cristiana così attuale a 70 anni dalla sua morte
Nei giorni scorsi è stato ricordato il 70° anniversario della morte di Alcide De Gasperi, per il quale il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio al grande statista italiano.
Una figura molto importante, uno statista che ha svolto un fondamentale ruolo nella storia della costruzione della democrazia italiana, figura centrale del secondo dopoguerra in Italia nel passaggio alla democrazia e alla Repubblica, ma anche un innovatore promotore della ferma convinzione di un ordine internazionale più giusto e pacifico.
Alcide Amedeo Francesco De Gasperi, nato a Pieve Tesino il aprile 1881, morto il 19 agosto 1954 a Borgo Valsugana, è vissuto nell’epoca che ha caratterizzato le vicende del Novecento, come l’unione con l’Italia e il successivo distacco durante la Seconda guerra mondiale, e persino l’annessione temporanea al Reich nazista. Paladino della tutela dei diritti di tutte le comunità, nonché promotore del rispetto della dignità della persona, fondatore della Democrazia Cristiana e Presidente del Consiglio in 8 successivi governi di coalizione, da dicembre 1945 ad agosto 1953.
Un uomo che ha avuto il coraggio di affrontare il regime fascista dell’ epoca, tanto da essere condotto in carcere, ma che non si ferma ed indietreggia nella convinzione degli ideali di libertà. Abile statista, è riuscito a gestire negoziati non certo semplici, dando la possibilità all’Italia di riprendersi quella dignità che aveva vacillato.
De Gasperi ha la felice, quanto realizzata, intuizione di far partecipare il nostro Paese all’Alleanza atlantica, con la conseguente integrazione con l’Europa, tanto da ricoprire un ruolo ben definito nella ricostruzione del disegno di una Europa unita. Questa è,senza ombra di dubbio, la nostra eredità e delle generazioni a venire.
Lungimirante operatore di pace e cooperazione, dunque, come se ne era parlato in un interessante incontro tenutosi il 24 aprile 2014, al quale partecipai, presso la sala Perin del Vaga dell’Istituto Luigi Sturzo, a Roma, nel quale venne presentato il libro “La politica estera ed europea di De Gasperi“, di Giuseppe Petrilli riedito, a cura di Giuseppe Fioroni. Presenti il cardinale Giambattista Re e la figlia Francesca Romana, moderatore il giornalista Giuseppe Sangiorgi.
Si tratta di una nuova edizione del saggio del 1975, con una introduzione ed un’antologia dei principali discorsi di De Gasperi. Un libro interessante che propone uno spaccato dello statista che ha saputo coniugare l’abilità di governare, con i sani ideali
Fu proprio De Gasperi a dire a proposito della Federazione Europea che “se volete che un mito ci sia, ditemi un po’ quale mito dobbiamo dare alla nostra gioventù per quanto riguarda i rapporti tra Stato e Stato, l’avvenire della nostra Europa, l’avvenire del mondo, la sicurezza, la pace, se non questo sforzo verso l’Unione. Volete il mito della dittatura, il mito della forza, il mito della propria bandiera sia pure accompagnato dall’eroismo? Ma noi allora creeremmo di nuovo quel conflitto che porta fatalmente alla guerra. Io dico che questo mito è il mito di pace; questa è la pace e questa è la strada che dobbiamo seguire“.
Parole attuali, pregne di lealtà, rispetto, nobiltà d’animo e d’intenti, come sottolineato nel

suo intervento dall’allora Presidente del Senato, Pietro Grasso, nel quale diceva appunto: “Questa aspirazione alla solidarietà internazionale trova in De Gasperi motivazioni innanzitutto morali che affondano le proprie radici nella sua profonda cultura e fede cristiana”

“Cercare di capire l’uno l’altro, senza restare nelle proprie posizioni – aveva commentato la figlia Maria Romana De Gasperi – nell’intervista dopo la presentazione del libro.
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