Addio Rosetta Loy, scrittrice che ha segnato profondamente la letteratura italiana

Ha raccontato l’amore e la guerra, ha denunciato la Shoah: Rosetta Loy la scrittrice scomparsa lo scorso 2 ottobre, a Roma, nella sua casa, circondata dai suoi familiari.

A darne la notizia la figlia Margherita, con un comunicato all’ ANSA.

Le sue opere, negli anni, erano rivolte alle nuove generazioni, dopo aver evidenziato il valore della storia, la memoria.

Rosetta Provera Loy nasce a  Roma il 15 maggio 1931. Esordisce con ‘La bicicletta’, nel 1974. Il suo primo racconto lo scrive a 9 anni, ma l’interesse vero e proprio arriva verso i vent’anni.

Una scrittura raffinata ed intensa, tanto che nel 2017 riceve 2017  il Premio Campiello alla Carriera.

Le strade di polvere', Rosetta LoyAl suo esordio sceglie un nome d’arte: Loy, il cognome del primo marito Giuseppe, fratello del regista sardo Nanni. Vince il Premio Viareggio con ‘Le strade di polvere’, la storia di una famiglia del Monferrato, dalla fine dell’età napoleonica ai primi anni dell’Italia unita, edito da Einaudi, ed il Premio Campiello nel 1988.

Rosetta Loy
Rosetta Loy

Ma numerosi sono i Premi letterari come il premio Campiello, il Super Campiello, il premio Viareggio, il premio Città di Catanzaro e tanti altri.

Con il libro tra saggio e narrativa ‘La parola ebreo’ (Einaudi 1997), vince i premi Fregene e Rapallo-Carige. È la storia di una famiglia romana nel periodo delle leggi razziali.

Le opere di Rosetta Loy sono state  tradotte in tutte le lingue principali, con le quali ha segnato profondamente la letteratura italiana.

Disse di lei: “Sono una donna pacificata, anche se spesso mi disapprovo. E spero di non essere mai sul punto di celebrare il mio sé“.

Foto tratte dal web

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