Un giornalista elegante, garbato che dava le notizie senza fermare le emozioni: Tito Stagno, morto nella sua casa romana, lo scorso 1 febbraio.
È lui che ha portato gli italiani sulla Luna, raccontando il primo sbarco degli astronauti, con l’Apollo 11, il 20 luglio del 1969. Passo dopo passo raccontò quei momenti epocali, celebre la sua frase: “Ha toccato”.
Nato a Cagliari il 4 gennaio 1930, aveva compiuto 92 anni, un vero maestro dei reporter, ma anche scrittore e volto e voce di Rai1 tra i più noti ed amati. Lascia la moglie, Edda Lavezzini, anche lei giornalista e le figlie Brigida e Caterina.

Responsabile della Domenica Sportiva con i suoi spessi occhiali da vista nella grossa montatura nera, dai capelli biondi, sempre affabile e cortese, appassionato di astronautica, tanto da essere definito dall’allora Presidente della Repubblica Mariano Rumor “astronauta ad honorem”. Stagno si era occupato anche dello Sputnik, la navicella sovietica che perse la guerra spaziale con il progetto americano dell’Apollo, sul primo canale della Rai di allora, con una diretta di ben oltre 25 ore, che ha fatto la storia dell’allunaggio il 20 luglio 1969. In collegamento con Houston dove c’era Ruggero Orlando suo amico e collega, Stagno diede l’annuncio con 56 secondi di anticipo ed Orlando con circa 10 secondo di ritardo.
Dopo essere andato in pensione, continuò a scrivere per L’Eco di Bergamo e la Gazzetta di Parma.

Ha raccontato l’Italia della seconda metà del Novecento attraverso l’informazione televisiva, al seguito di Papa Giovanni XXIII, il Papa buono che gli suggerì il nome Brigida per la figlia, come aveva dichiarato in una intervista di Monica Mondo sulla trasmissione ‘Soul’ di TV2000, e Paolo VI e presidenti della Repubblica Giuseppe Saragat.
Tito Stagno, chiamato anche Mr Moonlight, che ha detto: “Il senso della vita: comunicare“. Riposa in pace, sardo lunatico.
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