Angelo Licheri, l’uomo che cercò di salvare Alfredino Rampi nella tragedia di Vermicino

Un uomo umile e generoso, l’eroe della porta accanto, nel quale si incarnò la speranza di tutta l’Italia di rivedere sano e salvo Alfredino Rampi“.

Ha commentato così il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas, la notizia della morte di Angelo Licheri.

Un eroe del quotidiano, l’uomo che, nella notte tra il 12 ed il 13 giugno del 1981,  ebbe il coraggio di calarsi nel pozzo di Vermicino per tentare di salvare Alfredino Rampi, il bambino che era caduto in un pozzo artesiano.

Alfredino Rampi, Vermicino
Alfredino Rampi

 

Licheri, 77 anni, sardo originario di Gavoi, era ricoverato in una clinica a Nettuno, vicino Roma.

Si era recato a Vermicino, dopo aver appreso della terribile tragedia che ha sconvolto l’Italia. È l’uomo che praticamente si è fatto calare a testa in giù, riuscendo a parlare con Alfredino, restando in quel pozzo maledetto per ben 45 minuti. All’epoca aveva 36 anni e lavorava come autista in una tipografia di Roma. Era piccolo di statura e molto magro.

Una tragedia immane, con i soccorritori che per tre giorni provarono a tirare fuori il bambino dal pozzo artesiano, che era ricoperto da una pesante lastra, non appena un poliziotto trovò Alfredino nel pozzo. Ma le operazioni di rivelano subito difficili e complicate ed il bambino era scivolato a 36 metri di profondità, in quel pozzo che si restringeva, man mano che si scendeva.

“Penso ad Alfredino in ogni momento”, è questo che ha sempre affermato Licheri ha sempre raccontato Licheri che, all’epoca della tragedia, aveva 36 anni e lavorava come autista in una tipografia di Roma.

28 milioni di persone rimasero incollate davanti al televisore per seguire la triste vicenda, persino  il presidente della Repubblica Sandro Pertini si era recato sul posto.

Angelo Licheri, Alfredino Rampi. Vermicino
Angelo Licheri, Vermicino

“Il suo esempio di altruismo e di eroica generosità – ha dichiarato Solinas – ci rende orgogliosi come sardi e resterà vivo nei nostri cuori, così come il ricordo della piccola vittima della tragedia. Sono certo che Alfredino lo abbia accolto in cielo, con quell’abbraccio che purtroppo, quel giorno, non fu possibile”.

Ora si sono incontrati. L’abbraccio è stato possibile. Alfredino ed Angelo si sono ritrovati per l’Eternità.

Foto tratte dal web

 

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