Italia, forte calo delle nascite

È di questi giorni la preoccupante notizia del calo delle nascite in Italia. Insomma, culle sempre più vuote.

Gian Carlo Blangiardo, presidente Istat
Gian Carlo Blangiardo, presidente Istat

A renderlo pubblico è stato il  presidente dell’Istat, Istituto nazionale di statistica, Gian Carlo Blangiardo, in un’intervista al Il Sole24Ore, affermando appunto che: “I nuovi nati in Italia dal 2014 sono in forte calo. Nel 2020, l’anno orribile della pandemia, si è arrivati a 404mila, e secondo le mie valutazioni il 2021 si chiuderà entro un range 385-395mila nascite. È un trend in atto da tempo, ma questo ulteriore calo possiamo dire che è effetto della seconda ondata della pandemia di ottobre-novembre dello scorso anno”.

Guardando indietro nel corso della storia dell’umanità, le nascite sono state veramente tante, praticamente  in media cinque e oltre per donna, anche se era comunque molto elevata  la mortalità infantile pure nelle fasi successive.

Nei secoli più recenti, invece,  la scienza, la salute pubblica, ma anche la consapevolezza nei confronti di un certo benessere individuale e collettivo, hanno portato a ridurre  notevolmente l’incidenza della mortalità dalla nascita fino alle età più avanzate.

In pratica, un bambino attualmente  ha una elevata probabilità di vivere ben oltre l’età dei propri nonni. Ma è anche vero che oggi, per la maggioranza delle persone, avere figli  è una scelta che si realizza quando ci sono le condizioni adatte, ‘primipara attempata’ si suole dire.

È, dunque, una decisione sempre meno scontata. In pratica si  sceglie di essere genitori.

Ora la crisi demografica, ma  specialmente il crollo delle nascite nel nostro Paese, con la pandemia di Covid-19 è notevolmente accelerata. Un fenomeno impressionante. Ormai diventare genitori sembra una sorta di atto eroico, in prospettiva delle incertezze del futuro, delle carenti strutture di sostegno, ma anche per la paura legata a questa grave emergenza sanitaria.

Ed è proprio Gian Carlo Blangiardo a sostenere che “ Il sistema politico e quello economico devono muoversi per tempo, altrimenti la prospettiva per l’Italia non è solo l’invecchiamento generale della popolazione, di cui si parla tantissimo ma alla fine sembra che non sia una vera emergenza, ma anche un serio rischio per la nostra economia“. 

Scegliere di avere un figlio rappresenta comunque la prospettiva di guardare oltre, di pensare alla prossima generazione, simbolo di rinascita, di ripresa, dimostrando quella particolare capacità  di resilienza, che porta una società ad investire positivamente sul futuro. Così facendo, riusciremo a capire se siamo veramente usciti  dalla crisi sanitaria da pandemia Covid-19, sociale ed economica.

Foto tratte dal web

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