Il Purgatorio secondo Papa Giovanni Paolo II

Nell’agosto 1999 Papa Wojtyla parla del Purgatorio.

Stravolge certe posizioni ed afferma nell’ Udienza generale del mercoledì parla di Purgatorio ed afferma che, come il Paradiso e l’ Inferno, “il Purgatorio esiste, ma non è un luogo fisico”, ma “uno stato dello spirito dopo la morte”, una dimensione che è vissuta da tutti coloro che, prima di essere ammessi a godere la beatitudine divina, si devono ancora purificare in maniera perfetta, grazie all’ intercessione di Gesù e alle preghiere dei viventi”.

Dante Alighieri, Purgatorio Dante Alighieri lo aveva descritto come una grande montagna che le anime penitenti devono scalare prima di ascendere in Paradiso.

Secondo la tradizione cristiana è un luogo dove si espia, si fa penitenza, con la certezza che poi si arriverà al cospetto di Dio.

L’Aldilà, quindi, come luogo di espiazione dopo la morte nel Purgatorio, ma “già immersi nell’ amore di Cristo”, che intercede.

Joseph Anton Koch, Purgatorio, Villa Massimo, Roma
Joseph Anton Koch, Purgatorio, Villa Massimo, Roma

Secondo Papa Giovanni Paolo II le anime del Purgatorio “non sono separate dai santi del Paradiso, né dai cristiani in vita”. 

Chi arriva in Purgatorio non ha “un’ ulteriore possibilità di cambiare il proprio destino”, ma è già in una condizione di apertura a Dio, anche se in modo imperfetto. 

Per il Pontefice, “la purificazione  deve essere completa, e questo è appunto ciò che è inteso dalla dottrina della Chiesa sul Purgatorio”.

Foto tratte dal web

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