Luigi Gonzaga nasce a Castiglione delle Stiviere, presso Mantova, il 9 marzo 1568, da una famiglia nobile.
È la madre che gli insegna a pregare, ad avere compassione dei poveri, mentre il padre è intenzionato ad avviarlo alla carriera militare.
All’età di sette anni si sente chiamato a consacrare la sua vita a Dio, la sua “conversione dal mondo a Dio”, come la definisce.
La preghiera è continua ed intensificata, tanto da recitare in ginocchio, ogni giorno, i sette salmi penitenziali e l’Ufficio della Madonna.
Con il diffondersi della peste, nel 1576, viene trasferito, insieme al fratello Rodolfo, a Firenze presso il granduca Francesco de’ Medici, amico del padre.
Davanti all’immagine della Vergine nella chiesa della SS.Ma Annunziata, Luigi fa il voto di perpetua verginità.
Successivamente, tre anni dopo, viene mandato alla corte di Mantova, dove decide di cedere a Rodolfo i suoi diritti al principato, che gli spettano come primogenito.

Viene poi trasferito alla corte di Filippo II di Spagna, dove vi rimane per due anni, come paggio d’onore del principe Diego.
Luigi decide di entrare nella Compagnia di Gesù, ma la sua decisione non è accettata dal padre che lo invia in varie corti, con la speranza che cambi idea
Ma il il 25 novembre 1585 Luigi entra nel noviziato dei Gesuiti a Roma, dove inizia gli studi teologici e nel marzo 1588 riceve gli ordini minori.
Il giovane durante il quarto anno di teologia, mentre a Roma infierisce la peste, riceve l’incarico di servire gli infermi.
Ed è proprio quando ne incontra uno abbandonato in mezzo alla strada, se lo carica sulle spalle per portarlo in ospedale per farlo curare, che viene contagiato e muore il 21 giugno 1591.
Beatificato da Paolo V nel 1605, è poi canonizzato da Benedetto XIII nel 1726. Tre anni dopo, viene proclamato patrono della gioventù.
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