4 maggio, San Ciriaco da Gerusalemme

San Ciriaco  Martire nacque nel 303, a Gerusalemme.

È stato  vescovo fino al suo martirio che subì insieme a sua madre Anna.

Stando ad alcuni racconti, per sottrarsi all’ostilità degli ebrei, fu costretto ad abbandonare la Palestina e a trasferirsi ad Ancona dove divenne vescovo.

Alla fine del suo episcopato si recò in pellegrinaggio in Terra Santa, dove venne martoriato dal persecutore Giuliano l’Apostata, nel 363.

Le sue reliquie sono giunte ad Ancona miracolosamente, dentro ad una cassa trovata in mare.

Dopo questo ritrovamento la città di Ancona lo ha nominato patrono. San Ciriaco viene invocato in segno di pentimento dalle persone in procinto di morire.

Ha subito dei martiri:  mutilato della mano destra e successivamente fu ustionato con del piombo fuso, ma miracolosamente riuscì a riprendersi dopo appena due ore.

Gli diedero fuoco e lo fustigarono e infine lo frustarono, gettandolo in una profonda fossa piena di serpenti velenosi. Si salvò, perché  tutti gli animali morirono all’istante. Alla fine, dopo essere stato immerso nel bitume bollente, venne  trafitto al cuore con una spada morì.

Nel 1972 dopo la ricognizione del corpo in seguito ad un terremoto, studiando i suoi resti e le sue ferite, è stata confermata la storia narrata dalla tradizione popolare.

Il 4 maggio ad Ancona lo si venera distribuendo alla popolazione mazzetti di giunchi che vengono benedetti in memoria del ritrovamento delle sue ossa in una cassa riportata a riva proprio grazie a una corda fatta di giunchi.

Foto tratta dal web

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